I medici sono accusati del decesso di una quarantenne che si era sottoposta a raschiamento dopo un aborto precoce. Secondo l’accusa l’immediata isterectomia, in seguito all’emorragia scaturita dalla perforazione dell’utero, avrebbe potuto salvarla

Secondo l’accusa non avrebbero effettuato subito l’isterectomia sulla paziente, dopo che le avevano perforato l’utero durante il raschiamento. La donna è deceduta e ora tre ginecologi dell’ospedale Humanitas di Rozzano, nel milanese, rischiano il processo per omicidio colposo. Il Pm titolare del fascicolo ha infatti chiesto il rinvio a giudizio degli indagati.

Il decesso risale al 12 aprile del 2018. L’inchiesta era partita in seguito alla denuncia presentata dal marito della vittima, una quarantenne, già mamma di una bimba di 4 anni, rimasta nuovamente incinta. La gravidanza della donna, tuttavia, si era complicata ed era sfociata in un aborto precoce, alla nona settimana di gestazione.

La donna, su consiglio della sua ginecologa si era quindi recata in ospedale per il raschiamento, un intervento chirurgico in anestesia generale che solitamente si effettua in day hospital  e che, tra i rischi, presenta quello della perforazione dell’utero.

E’ quanto accaduto nel caso in questione, ma i medici, secondo l’ipotesi della Procura, non sarebbero stati in grado di gestire l’emergenza.

La perforazione avrebbe infatti causato un’importante emorragia, ma gli indagati si sarebbero limitati a disporre delle trasfusioni di sangue senza procedere celermente all’asportazione dell’organo. Un intervento tempestivo – sostiene il Pm – sarebbe stato determinante per la vita della paziente. Invece, quando si è deciso di procedere con l’isterectomia con la tecnica della laparotomia, ormai era troppo tardi. L’udienza preliminare è fissata dicembre.

La struttura sanitaria, nell’esprimere forte e sincero rammarico per quanto accaduto, ha spiegato che la paziente stata sottoposta a un intervento chirurgico di natura ginecologica, nel corso del quale si sarebbe verificata una seria complicanza cui sarebbe seguita un’improvvisa e inarrestabile emorragia. A nulla sono valsi tutti gli interventi messi in atto dall’équipe chirurgica e il coinvolgimento di tutte le risorse professionali e tecnologiche.

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