Legge di Bilancio, a rischio l’aumento di 2 miliardi per il Fondo sanitario

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L’incremento rispetto al 2016 ci sarà ma difficilmente si raggiungeranno i 113 miliardi previsti dal Def

Dalle Regioni ai sindacati, tutti uniti nell’esprimere preoccupazione per quella che sarà la cifra destinata alla sanità che verrà messa nera su bianco in Legge di Bilancio. “Chiediamo che sulla parte sanitaria il Fondo rimanga quello scritto nel Def (113 mld) e di non fare un taglio su quanto promesso. Se poi il Governo decide di rimangiarsi la ‘sua’ parola è una scelta dell’Esecutivo”. Lo ha dichiarato il coordinatore degli assessori all’Economia delle Regioni, Massimo Garavaglia, al termine della conferenza straordinaria delle Regioni che si è tenuta oggi in vista della presentazione della manovra.

Ma le Regioni sono consapevoli, in seguito agli incontri con il Ministro Padoan, che agli Enti locali saranno chiesti nuovi sacrifici e che sul fronte sanità, per quanto il Fondo 2017 aumenterà rispetto al 2016, con tutta probabilità non arriverà a quell’incremento di 2 miliardi auspicato e ritenuto necessario per garantire i nuovi Lea, il rinnovo dei contratti e la copertura per i farmaci innovativi.

Per quanto riguarda nello specifico il rinnovo dei contratti Garavaglia ha commentato le indiscrezioni apparse su alcuni organi di stampa secondo cui a tale voce sarebbero destinati 900 milioni. “Si tratta di meno dello 0,5% del monte salari – ha affermato l’Assessore lombardo – Ora se un capo azienda propone un aumento del genere ai suoi dipendenti penso che questi si arrabbino”.

E in effetti i sindacati medici sono sul piede di guerra. Le organizzazioni rappresentative dei medici, veterinari e dirigenti sanitari esprimono forte preoccupazione per le anticipazioni relative ai contenuti della Legge di Stabilità, ribadendo anch’essi che se la dotazione del Fondo sanitario nazionale sarà inferiore a quanto previsto dal Def, non sarà sufficiente a far fronte ai costi dei nuovi Livelli essenziali di assistenza e delle innovazioni tecnologiche e organizzative.

Le associazioni esprimono inoltre preoccupazione anche per il rinnovo dei contratti di lavoro, “il cui esiguo finanziamento rende impossibile vincere l’annunciata sfida del merito e della produttività” e per “la vaghezza degli impegni alla stabilizzazione dell’attuale precariato e a colmare le carenze attuali e future di medici, elemento insostituibile della sanità pubblica, con nuove ed urgenti assunzioni”.

I sindacati chiedono pertanto un incontro urgente con Governo e Regioni prima che il provvedimento inizi l’iter parlamentare, “al fine di approfondire gli aspetti legati agli investimenti nel settore sanitario e nelle sue risorse umane e scongiurare ogni tentativo di ulteriore definanziamento e demotivazione dei professionisti che operano al suo interno”.

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