La P.A. può assolvere all’onere della prova, alla quale è tenuta, mediante la produzione del verbale di accertamento contenente gli estremi dettagliati e precisi della violazione nonché l’attestazione del pubblico ufficiale che la postazione dell’apparecchiatura per il controllo dei limiti di velocità fosse adeguatamente segnalata e ben visibile

Il superamento dei limiti di velocità

Un automobilista aveva proposto appello contro la sentenza del giudice di pace che aveva rigettato la sua opposizione contro il verbale di accertamento elevato a suo carico della polizia municipale, per la violazione dell’art. 142 comma 8 del codice della strada (superamento dei limiti di velocità).

Con l’unico motivo di impugnazione, il ricorrente aveva censurato l’omessa o erronea motivazione in ordine alla violazione dell’art. 142 comma 6-bis c.d.s., introdotto dal decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito con la legge 2 ottobre 2007, n. 160. A suo avviso, il giudice di pace non aveva preso in considerazione il motivo dell’opposizione e cioè che dal verbale di accertamento non risultava che la segnalazione della postazione mobile di controllo fosse conforme a quanto previsto dalla circolare del Ministero dell’Interno, ossia che si trattasse di un dispositivo luminoso presente su un veicolo di servizio posizionato ad almeno 400 m. dal punto in cui era collocato l’apparecchio di rilevamento della velocità e con un messaggio variabile, recasse le seguenti iscrizioni: “controllo di velocità” ovvero “rilevamento di velocità”. Né a tal fine poteva ritenersi sufficiente, la mera frase di stile, aggiunta dai verbalizzanti nel verbale in contestazione ed erroneamente richiamata dal giudice di prime cure, nella quale si dava atto che la postazione fosse stata collocata al margine stradale in modo ben visibile e preventivamente segnalata, come previsto dall’art. 142 comma 6 bis c.d.s. intr. dalla legge n. 160 del 02.10.07.

Art. 142 codice della strada: Limiti di velocità

Come è noto, l’art. 142 comma 6-bis c.d.s. dispone che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità debbano essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del codice della strada; le modalità di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’interno.

Il decreto del Ministro dei trasporti che stabilisce le modalità di impiego è stato emesso il 15 agosto 2007 e prevede, all’art. 1, che le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità sulla rete stradale possono essere segnalate: a) con segnali stradali di indicazione, temporanei o permanenti, b) con segnali stradali luminosi a messaggio variabile, c) con dispositivi di segnalazione luminosi installati su veicoli (comma 1). I segnali stradali di indicazione di cui al comma 1, lettera a), devono essere realizzati con un pannello rettangolare, di dimensioni e colore di fondo propri del tipo di strada sul quale saranno installati. Sul pannello deve essere riportata l’iscrizione “controllo elettronico della velocità” ovvero “rilevamento elettronico della velocità”, eventualmente integrata con il simbolo o la denominazione dell’organo di polizia stradale che attua il controllo (comma 2). I segnali stradali luminosi a messaggio variabile di cui al comma 1, lettera b), sono quelli già installati sulla rete stradale, ovvero quelli di successiva installazione, che hanno una architettura che consenta di riportare sugli stessi le medesime iscrizioni di cui al comma 2 (comma 3). I dispositivi di segnalazione luminosi di cui al comma 1, lettera c), sono installati a bordo di veicoli in dotazione agli organi di polizia stradale o nella loro disponibilità. Attraverso messaggi luminosi, anche variabili, sono riportate le iscrizioni di cui al comma 2. Se installati su autovetture le iscrizioni possono essere contenute su una sola riga nella forma sintetica: “controllo velocità” ovvero “rilevamento velocità” (comma 4)”.

La preventiva segnalzione del dispositivo di controllo della velocità

Il Tribunale di Salerno (Prima Sezione, n. 647/2020) ha, inoltre, ribadito che “la prova della segnalazione e della visibilità dell’apparecchiatura può essere fornita tramite il verbale di accertamento della violazione che, avendo natura di atto pubblico, fa piena prova, fino querela di falso, dei fatti che il pubblico ufficiale attesta di aver compiuto e dei fatti che attesta essere avvenuti in sua presenza, comprendenti tutti gli accadimenti e le circostanze pertinenti alla violazione menzionati nell’atto e, indipendentemente dalle modalità statica o dinamica della loro percezione; fermo l’obbligo del pubblico ufficiale di descrivere le particolari condizioni soggettive ed oggettive dell’accertamento, giacché egli deve dare conto nell’atto pubblico non soltanto della sua presenza ai fatti attestati, ma anche delle ragioni per le quale detta presenza ne ha consentito l’attestazione” (Cass., sezioni unite, 24.7.2009 n. 17355).

In altre parole, la pubblica amministrazione può assolvere all’onere della prova, alla quale è tenuta secondo il principio di cui all’art. 2697 c.c., mediante la produzione del verbale di accertamento contenente gli estremi dettagliati e precisi della violazione (che, a norma dell’art. 201 c.d.s., come ribadito dall’art. 383 comma 1 del relativo regolamento di esecuzione, deve indicare anche giorno, ora e località, prescrizioni dirette a garantire l’esercizio del contraddittorio da parte del presunto contravventore) e l’attestazione del pubblico ufficiale che la postazione dell’apparecchiatura di rilevazione è stata adeguatamente segnalata e resa visibile agli automobilisti sulla strada.

L’onere della prova incombente sulla P.A.

Come chiarito dalla Suprema Corte, assolta la prova dell’esistenza di una segnalazione visibile, qualora l’opponente deduca non già la mancanza della segnalazione stradale relativa a tale limite, ma soltanto la sua inadeguatezza, incombe all’opponente, e non sull’amministrazione, l’onere di provare l’inidoneità in concreto della segnaletica di cui al citato D.M. 15 agosto 2007 ad assolvere la funzione di avviso della presenza delle postazioni di controllo della velocità, in modo da garantire il rispetto dei limiti di velocità, in una logica ispirata non dalla volontà di cogliere di sorpresa l’automobilista indisciplinato, ma dalla tutela della sicurezza stradale, di riduzione dei costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare, nonché di fluidità della circolazione (Cass., ord. 9.10.2017 n. 23556).

Nel caso di specie, già il giudice di pace aveva osservato che nel verbale opposto fosse indicata, a chiare lettere, la presenza lungo la strada del segnale che avvertiva del rilievo elettronico della velocità. E infatti, il verbale prodotto in primo grado dallo stesso opponente attestava che “la postazione [fosse] collocata a margine stradale in modo ben visibile e preventivamente segnalata”. Inoltre nel verbale delle operazioni compiute, redatto dalla polizia municipale nella data dell’accertamento, i verbalizzanti avevano attestato che alle ore 7,00, come da disposizioni impartite dalla centrale operativa, si erano portati nella località luogo dell’accertamento per posizionare ai margini della carreggiata, direttrice di marcia sud-nord, la prescritta segnaletica stradale indicante: “controllo elettronico delle velocità D.L. 117 del 03 agosto 2007”, integrato inoltre con il simbolo del Comune e la denominazione dell’organo accertatore.

La decisione

La postazione di controllo per il rilevamento della velocità, era stata collocata sempre al margine destro della carreggiata, direttrice di marcia sud-nord ma ad una distanza di circa 500 mt dal cartello sopra indicato, in modo da garantire un tempestivo avvistamento. Con la precisazione, che tra il cartello e la postazione di controllo non vi erano intersezioni stradali tali da comportare la ripetizione del messaggio. Di qui il rigetto dell’appello.

Avv. Sabrina Caporale

Leggi anche:

AUTOVELOX: MULTA ANNULLATA PERCHE’ MANCA LA PROVA DELLA TARATURA PERIODICA

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui