Onere probatorio allo specchio, fra allegazioni del danneggiato e allegazioni della struttura sanitaria, in caso di malpractice medica

Nei casi di malpractice medica la distribuzione dell’onere della prova per l’accertamento dell’esistenza del nesso causale fra danno ed evento è a carico del danneggiato. Lo ha confermato la Suprema Corte di Cassazione nella sentenza n. 18102/2020.

Il ricorrente conveniva in giudizio due medici odontoiatri al fine di ottenere il risarcimento dei danni, relativamente a interventi plurimi per l’installazione di impianti e protesi dentarie.

Il Tribunale di Lucca, da questo adito, respingeva la domanda per intervenuta prescrizione. Il danneggiato proponeva, dunque, appello avverso la sentenza di primo grado, ma il giudice del gravame ugualmente respingeva la domanda per intervenuta prescrizione.

Si rivolgeva, dunque, al giudice di legittimità che esaminava la questione non soltanto sotto il punto di vista della avvenuta prescrizione o meno, ma anche sotto l’aspetto dell’onere probatorio del nesso causale nei casi di malpractice.

Sosteneva, infatti, il ricorrente che fosse onere di chi ha interesse a dimostrare l’insussistenza del nesso causale, provare l’esistenza di altri fattori causali.

Pertanto, riteneva fosse onere dei professionisti l’allegazione di prove atte a dimostrare l’inconsistenza del nesso causale.

Rispondeva a tale doglianza la Suprema Corte, osservando che la posizione del ricorrente fosse in aperto contrasto con la giurisprudenza della Corte la quale ha più e più volte ribadito come l’onere della prova, nei casi di malpractice medica, sia a carico del danneggiato.    

Scrive la Corte: “Negare che incomba sul paziente creditore di provare l’esistenza del nesso di causalità fra l’inadempimento e il pregiudizio alla salute, come si assume nel motivo, significa espungere dalla fattispecie costitutiva del diritto l’elemento della causalità materiale”.

Sulla prova del nesso causale aggiungeva: “Il creditore pertanto è tenuto a provare, il nesso eziologico fra la condotta del debitore nella sua materialità e il danno lamentato. Successivamente a tanto sorgono pio gli oneri probatori del debitore il quale deve provare o l’adempimento o che l’inadempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione a lui non imputabile”.

                                               Avv. Claudia Poscia

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