Cinque operatori sanitari, tra medici e infermieri, sono stati iscritti nel registro degli indagati per il decesso di una donna di 32 anni, morta poco dopo aver partorito una bimba con un cesareo programmato

Cinque operatori sanitari, tra medici e infermieri di una clinica in provincia di Napoli, sono stati iscritti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Torre Annunziata sul decesso di una 32enne, morta poco dopo aver partorito una bimba con un taglio cesareo. Si tratta di un atto dovuto per consentire loro di prendere parte, attraverso la nomina di propri consulenti, alle operazioni peritali disposte per accertare le cause  della tragedia.

In tal senso le prime risposte si attendono dall’autopsia, in programma nelle prossime ore. Secondo alcune indiscrezioni, riportate dal quotidiano il Mattino, la gestante, all’atto dell’intervento, avrebbe presentato un trombo nella parte pelvica che avrebbe potuto causare un’embolia polmonare risultata poi fatale per la donna, già mamma di due maschietti. Qualora tale ipotesi fosse confermata bisognerà capire se la patologia potesse essere individuata per tempo in modo da attivare i dovuti protocolli per la messa in sicurezza della paziente.

Solo l’esame  necroscopico, tuttavia, potrà chiarire cosa sia realmente accaduto, nonché far emergere eventuali profili di responsabilità medica.

La bambina, fortunatamente, è nata in perfette condizioni di salute. Per la mamma, invece, nonostante i tentativi di rianimazione da parte dei camici bianchi della struttura, non c’è stato nulla da fare. E’ morta poco dopo aver partorito. Il marito, in stato di choc, ora chiede che venga fatta luce sulla vicenda. Sembra – riferisce il Mattino – che la notte prima del cesareo programmato la moglie gli avesse confidato di voler andare in ospedale, salvo poi essere tranquillizzata dal ginecologo che l’aveva seguita durante la gravidanza.

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