Chiesto un anno di reclusione, in sede di appello, per due camici bianchi di una clinica del casertano, accusati del decesso di un bimbo di quattro anni morto dopo un intervento alle tonsille

Si è chiuso davanti alla Corte di appello di Napoli il dibattimento del procedimento a carico di due medici di una clinica di Caserta, finiti a giudizio per il decesso di un bambino di quattro anni, morto dopo un intervento alle tonsille nell’estate del 2013.

La Procura di Santa Maria Capua Vetere aveva aperto un fascicolo sul caso e l’inchiesta aveva condotto al rinvio a giudizio dei due professionisti, ai quali viene contestato – come riferisce Caserta News – di aver effettuato l’operazione nonostante il parere contrario del pediatra del piccolo, nonché di aver dimesso il paziente nonostante la febbre, manifestatasi appena dopo l’intervento, con temperature oscillanti tra i 38 e 40 gradi.

Gli imputati, inoltre – sempre secondo l’ipotesi della pubblica accusa – avrebbero omesso, all’atto delle dimissioni del bambino, di fornire ai familiari, per iscritto, le indicazioni terapeutiche e la segnalazione dei cosiddetti “eventi sentinella”.

Tre giorni dopo essere uscito dalla struttura sanitaria, il piccolo aveva cominciato a vomitare sangue. Vana la corsa in ospedale, dove era arrivato già morto, soffocato – in base alle risultanze degli accertamenti peritali – dal sangue che gli si era accumulato nello stomaco in seguito ad una forte emorragia alla gola.

Il primo grado di giudizio si era concluso con l’assoluzione degli imputati, ma il procuratore generale ha presentato appello contro la pronuncia del Tribunale e ha rinnovato, anche di fronte alla Corte territoriale, la richiesta di condanna a un anno di carcere per i camici bianchi.

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