Sei medici e due infermieri risultano indagati nell’ambito dell’inchiesta sul decesso di un uomo di 62 anni morto per un’ulcera gastrica perforante nel frusinate

Sei medici e due infermieri di un ospedale del frusinate dovranno comparire davanti al Giudice per l’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta sul decesso di un uomo di 62 anni morto per un’ulcera gastrica perforante. La notizia è riportata dal Messaggero.

In base a quanto ricostruito dal quotidiano, l’uomo era in cura nel 2016 presso una casa di cura per dei problemi psichici. Preoccupati da una repentina perdita di peso di circa 20 chili, i familiari avevano chiesto alla direzione della struttura di far ricoverare il loro congiunto in ospedale, dove al paziente era stata diagnosticata una forte anemia.

Dopo aver seguito un piano terapeutico e una dieta mirata per riprendere peso l’uomo, raggiunto un quadro clinico soddisfacente, era stato dimesso e riaccompagnato nella clinica psichiatrica ma, a distanza di pochi giorni, aveva accusato un nuovo malore.

La dirigenza della struttura, quindi, date le difficoltà a respirare e a deambulare dell’assistito, aveva optato per un nuovo trasferimento nello stesso nosocomio, dove però il 62enne era entrato in coma soporoso ed era morto dopo tre giorni.

I parenti, per fare chiarezza sull’accaduto, avevano presentato un denuncia in Procura, chiedendo la riesumazione della salma per lo svolgimento dell’autopsia. L’esame necroscopico aveva effettivamente evidenziato – riporta il Messaggero – che a causare il decesso sarebbe stata una ulcera gastrica perforante, malattia  che – secondo il legale della famiglia – avrebbe potuto essere curata se diagnosticata per tempo.

Nel mirino della magistratura erano quindi finiti otto operatori sanitari, accusati a vario titolo di omicidio colposo in concorso per non aver correttamente inquadrato la patologia da cui era affetto il paziente. Gli indagati, tuttavia, avrebbero respinto ogni addebito, decisi a poter dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati.

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