Aperta un’inchiesta nel napoletano sul decesso di un ragazzo di 21 anni, morto poche ore dopo le dimissioni dall’ospedale

Tredici operatori sanitari, tra medici e infermieri in servizio nel nosocomio di Castellammare di Stabia sono stati iscritti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura per fare chiarezza sul decesso di un 21enne, morto poche ore dopo le dimissioni dall’ospedale.

Le indagini sono state avviate in seguito alla denuncia presentata dal padre del ragazzo. In base alle prime ricostruzioni il giovane si sarebbe sentito male subito dopo aver festeggiato il suo compleanno con parenti e amici; sarebbe stato accompagnato in Pronto soccorso con forti dolori alla testa. In base a quanto riportato da alcuni media locali, tuttavia, dopo essere stato visitato sarebbe stato dimesso; il personale non avrebbe infatti ravvisato la necessità di un ricovero.

Il giorno successivo però le condizioni di salute del 21enne sarebbero peggiorate, tanto da rendere necessario una nuova corsa in ospedale.

Questa volta, il giovane sarebbe stato ricoverato e sottoposto a una risonanza magnetica in base alla quale sarebbe risultato affetto una rara malformazione della fossa cranica, la sindrome di Arnold-Chiari. Poche ore dopo è morto, senza neanche il tempo di iniziare una terapia.

La magistratura ha deciso di andare a fondo sulla vicenda disponendo lo svolgimento dell’esame autoptico per individuare le cause del decesso e valutare la sussistenza di eventuali responsabilità medica per quanto accaduto. In tale ottica sono stati spiccati gli avvisi di garanzia nei confronti di camici bianchi e infermieri che hanno avuto in cura il giovane paziente nelle sue ultime ore di vita. Un atto dovuto per consentire loro la partecipazione agli accertamenti post mortem attraverso la nomina di propri consulenti.

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