L’attore si è limitato ad allegare un CAI incompleto e non ha prodotto il rapporto della Polizia, né gli atti del giudizio penale: non risulta provato il nesso causale (Tribunale di Crotone, Sez. I, Sentenza n. 386/2021 del 22/04/2021 RG n. 1305/2017)

Gli eredi del motociclista deceduto citano a giudizio proprietario, conducente e Compagnia assicuratrice del veicolo responsabile del sinistro che conduceva alla morte il congiunto.

Il motociclista deceduto, mentre era alla guida, rimaneva coinvolto nel sinistro a causa della condotta di guida del convenuto che non concedeva la dovuta precedenza. Si costituisce in giudizio la Compagnia assicuratrice contestando il nesso di causalità tra il sinistro e il decesso. Il Tribunale ritiene la domanda infondata e rammenta che per discorrere di presunzione ex art. 2054 c.c. il danneggiato deve fornire concretamente la prova del sinistro e della relativa dinamica.

Nel caso in cui non venga fornita la prova della dinamica del sinistro risulta vanificata la possibilità di valutare come la condotta del conducente si sia inserita, secondo il criterio del più probabile che non, nella serie causale che ha condotto all’evento.

Proprio per tale ragione è necessaria una puntuale ricostruzione delle modalità del sinistro, anche perché la regola del nesso causale in ambito civilistico è regolata dal principio di cui agli artt. 40 e 41 c.p, secondo cui un evento è da considerare causato da un altro, se il primo non si sarebbe verificato in assenza del secondo.

Oltre a ciò vi è da considerare il criterio della causalità adeguata, sulla base del quale, all’interno della serie causale, occorre dare rilievo solo a quegli eventi che non appaiano del tutto inverosimili.

Gli attori non hanno fornito elementi probatori idonei ad accertare l’effettiva verificazione del fatto dannoso, e le modalità di verificazione.

La Suprema Corte, attesa la contumacia del convenuto, ha osservato che in presenza di un unico fatto generatore della responsabilità, l’accertamento dello stesso non può condurre a risultati differenti a seconda che la statuizione produca effetto nei confronti di un litisconsorte, ovvero di un altro.

Difatti, l’azione diretta promossa dal danneggiato nei confronti dell’assicuratore e l’azione nei confronti del danneggiante si articolano sulle medesime circostanze, ovverosia su rapporti, la cui titolarità deve essere sempre riferita alla persona del responsabile del danno di talché la controversia deve svolgersi in maniera unitaria tra i tre soggetti del rapporto processuale (danneggiato, assicuratore e responsabile del danno).

Ne deriva che, l’esistenza del rapporto di assicurazione e la responsabilità dell’assicurato non possono essere contemporaneamente affermate e negate: una volta accertata o negata “nel giudizio promosso dal danneggiato nei confronti dell’assicuratore, in contraddittorio con l’assicurato, la responsabilità è accertata o negata anche nei rapporti tra danneggiato e assicurato” e viceversa.

Alla luce di ciò, l’attore ha l’onere di provare il fatto pur di fronte alla mancanza di contestazione da parte di uno solo dei litisconsorti costituiti.

L’attore si è limitato a produrre il Modulo CAI sottoscritto dal responsabile civile; tale documento può essere liberamente apprezzato dal Giudice in quanto non costituisce prova legale dei fatti.

Oltretutto, tale modulo, non contiene annotazioni specifiche in ordine alla dinamica del sinistro, né risulta sottoscritto da entrambi i conducenti coinvolti.

Sul punto è pacifico che, affinché le dichiarazioni contenute nel modulo CAI siano presunte legalmente veritiere, anche nei confronti dell’assicuratore, è necessario che questo sia completo in ogni sua parte e sia sottoscritto da entrambi i conducenti.

Di talché, risultano del tutto incerte le manovre dei conducenti da cui sarebbe originato lo scontro.

Ergo, il CAI allegato dall’attore non risulta idoneo a provare il sinistro e le sue modalità tenuto conto, che lo stesso, non risulta supportato da elementi esterni ulteriori specificamente afferenti l’an debeatur.

L’attore, inoltre, non ha prodotto né il rapporto della Polizia Locale intervenuta, né gli atti afferenti al giudizio penale, né tanto meno ha dedotto capitoli di prova sui punti.

La domanda viene rigettata e la liquidazione delle spese segue la regola della soccombenza.

In conclusione, il Tribunale di Crotone rigetta le domande proposte dagli attori e condanna gli stessi a rifondere alla Compagnia assicuratrice le spese di lite liquidate in euro 5.885,00, oltre accessori; pone le spese di CTU Medico-Legale a carico degli attori.

Avv. Emanuela Foligno

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