Di recente si è discussa l’approvazione del decreto attuativo che rende operativo l’obbligo per i professionisti dell’area sanitaria e gli avvocati a tutelarsi contro gli errori professionali. Per Mirella Casiello, presidente Oua (Organismo unitario avvocatura) «una polizza obbligatoria è utile per la nostra categoria, ma abbiamo dei timori. Ad esempio, che possa essere agevolato un mercato selvaggio, con prezzi che potrebbero crescere in maniera esorbitante, o di dover fronteggiare l’inserimento di clausole che non coprono la retroattività nel passaggio da una polizza all’altra». Altri passaggi fondamentali, secondo Casiello, riguardano poi l’obbligo a contrarre da parte delle compagnie: «Per evitare che l’avvocato sia la parte debole in fase di contrattazione», e la limitazione della franchigia fissa al 5%, in luogo dell’usuale 10%, anche a garanzia del danneggiato, che in questo modo non corre il rischio dell’insolvibilità del professionista.

Anche Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri di Milano è d’accordo: «Sull’assicurazione obbligatoria le compagnie devono essere tenute ad assicurare perché altrimenti, si rischia di incappare in premi altissimi e di finire nella rete di società poco raccomandabili». Incalza Rossi sulla possibilità che siano le strutture pubbliche ad essere assicurate, prima del medico e che il paziente possa trovare esposto all’ingresso il bollino dell’assicurazione. Molti avvocati ad esempio, hanno iniziato a muoversi, sottolinea Maria Rita Arena, della direzione danni non auto Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), «spesso avvalendosi delle convenzioni siglate dall’ordine di appartenenza con le compagnie di assicurazione». In sostanza si tratta di polizze per gli avvocati che «coprono i danni patrimoniali e materiali, non alla persona come per i medici, per cui i premi dovrebbero essere meno elevati».

Poi ci sono le assicurazioni per le categorie professionali a forte rischio come ginecologi, ortopedici e chirurghi, per i quali le tariffe per assicurarsi arrivano fino a 25 mila euro l’anno. Secondo un sondaggio dell’Osservatorio internazionale della sanità (Ois) l’86,8% dei medici ha un’assicurazione. Quasi due su dieci hanno infatti dovuto sostenere una controversia con il paziente. Anche se i costi preoccupano: meno del 10% sarebbe disposto a spendere oltre il 5% del suo reddito per un’assicurazione. Per le categorie più a rischio, inoltre, spesso trovare una copertura assicurativa è sempre più difficile, considerato che per la responsabilità civile medica da oltre un decennio è aumentato in maniera decisa in sede di giudizio l’importo dei risarcimenti. Un mercato ricco quello delle polizze della sanità che ammonta a circa 1,5 miliardi di euro, sottolinea Antonio Somma, amministratore delegato della società di brokeraggio assicurativo Trust Risk Group. Negli ultimi anni infatti, ha visto un aumento esponenziale degli assicurati (+40% nel 2013 rispetto al 2012 e + 15% nel 2014 rispetto all’anno precedente.

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui