Fimmg e Fimp: modifica della legge sull’ obbligo vaccinale richiede verifica sui livelli di copertura nel nostro Paese
“La legge sull’ obbligo vaccinale ha indubbiamente contribuito al raggiungimento dei risultati in termini di aumento delle coperture vaccinali nell’ultimo anno e prima di prevederne una modifica è necessario verificare con esattezza i livelli effettivi delle coperture nel nostro Paese, sia attuali che come mantenimento in proiezione futura”.
Lo affermano con una nota congiunta la Federazione italiana dei medici pediatri e la Federazione italiana dei medici di medicina generale. Le Associazioni sottolineano la necessità di attivare, in tutte le Regioni, una anagrafe vaccinale informatizzata. L’obiettivo è la verifica, in tempo reale, dell’andamento vaccinale al fine di tenere sotto controllo la situazione e porre in atto gli interventi necessari.
Modificare la legge senza che si siano realizzati questi minimi obiettivi organizzativi potrebbe essere inopportuno.
E’ quanto sottolineano Paolo Biasci e Silvestro Scotti, rispettivamente presidente nazionale FIMP e segretario nazionale FIMMG. I due medici ribadiscono, inoltre, la necessità di migliorare l’offerta vaccinale e investire in termini di maggiore informazione e facilità di accesso alla vaccinazione.
“Il sistema vaccinale italiano – affermano – ha bisogno di essere modernizzato ed adeguato a nuove esigenze”. Occorre tener conto, infatti, degli obiettivi di salute pubblica e delle necessità sociali ed assistenziali delle famiglie e dei loro figli.
“I vaccini sono un ottimo strumento di prevenzione e anche l’arma migliore a nostra disposizione contro molte gravi malattie – proseguono Biasci e Scotti -. Noi possiamo educare e mettere in guardia le famiglie e le categorie di persone più esposte ai rischi di contagio come bambini e anziani”.
Infine, Fimp e Fimmg dichiarano di accogliere con soddisfazione le dichiarazioni del Ministro Giulia Grillo a favore della necessità di aumentare i finanziamenti pubblici al Sistema Sanitario Nazionale e di valorizzare la Pediatria di Famiglia e la Medicina Generale nel loro ruolo di insostituibile riferimento assistenziale e sociale nei confronti delle famiglie. “Auspichiamo – concludono Biasci e Scotti – che dalle parole si passi quanto prima ai fatti. Rimaniamo quindi in attesa di nuovi provvedimenti che vadano in questa
direzione”.
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