Pensione di reversibilità: spetta anche in caso di convivenza?

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La domanda di una lettrice in relazione al diritto ad una quota di pensione di reversibilità dell’uomo (legalmente divorziato) con cui aveva convissuto per circa 10 anni

Quesito: Il mio compagno è morto; lui era separato davanti al giudice (da più di 15 anni), ma non divorziato. Io ho convissuto con lui per 10 anni. Vorrei sapere se ho diritto ad una quota della pensione di reversibilità oppure no e quale percentuale spetterebbe invece alla moglie del defunto.

Risposta: In linea generale, nella determinazione della reversibilità rilevano la presenza dei figli, la durata del matrimonio, la presenza o meno di nuove nozze e le condizioni economiche delle parti coinvolte.

Sulla questione del riconoscimento della pensione di reversibilità nei casi di coniugi separati (e non divorziati) per molti anni la Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto che la pensione di reversibilità spettasse solamente al coniuge divorziato beneficiario dell’assegno di mantenimento.

Ma le cose sono cambiate: attualmente la pensione di reversibilità viene riconosciuta anche al coniuge separato a prescindere dal fatto che la separazione sia avvenuta con o senza addebito, ovverosia a prescindere dall’esistenza dell’assegno di mantenimento.

Infatti, nell’Ordinanza  n. 9649 del 2015, la Corte di Cassazione ha precisato che la tutela previdenziale ha il fine di porre il coniuge superstite al riparo da eventuali stati di bisogno, senza che tale stato di bisogno divenga concreto presupposto e condizione della tutela medesima.

Quindi il coniuge superstite separato non beneficiario dell’assegno di mantenimento ha pieno diritto alla pensione di reversibilità.

Per il coniuge divorziato rimane il diritto alla pensione di reversibilità solo se beneficiario dell’assegno di mantenimento.

Il coniuge superstite separato ha diritto alla pensione di reversibilità nella misura del 60% del totale, se non vi sono altri beneficiari. 

Tuttavia, se il coniuge superstite è beneficiario anche di altri redditi la pensione di reversibilità viene diminuita come segue:

  • del 25% per reddito superiore al triplo della pensione minima;
  • del 40% per reddito superiore al quadruplo della pensione minima;
  • del 50% per reddito superiore al quintuplo della pensione minima.

L’incumulabilità non si applica in presenza di beneficiari appartenenti al medesimo nucleo familiare.

Sul riconoscimento della convivenza more uxorio ai fini del diritto alla pensione di reversibilità Le segnalo una pronunzia del Tribunale di Milano (n. 58/2018) che ha calcolato  ai fini della quota percentuale di reversibilità anche gli anni di convivenza, però in quel caso era intervenuto anche il matrimonio civile).

Questo significa che deve tentare la strada giudiziaria, perché il diritto non è automatico per i conviventi.

Avv. Emanuela Foligno

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