La Corte di Appello di Palermo ha riconosciuto ai genitori di un ragazzo che ha perso l’arto inferiore per un errore medico il diritto al risarcimento per “sofferenze interiori” e per il peggioramento delle condizioni di vita determinato dalle gravissime lesioni del figlio. Nelle ipotesi in cui il danno subito dal congiunto – in questo caso la perdita di un arto – è particolarmente grave, la banalità della prova può essere superata mediante presunzioni, come il rapporto di stretta parentela e la convivenza, agevolando così il riconoscimento del danno morale anche senza prove dirette (Corte di Appello di Palermo Sent. 20/6/2025).
I fatti
Vengono convenuti in giudizio dinanzi al Tribunale di Marsala la Struttura (Ospedale San Biagio) e i Medici per le lesioni subite dal paziente consistenti la perdita dell’arto inferiore sinistro per errore medico.
Evocata la responsabilità professionale dei convenuti, i congiunti hanno chiesto la condanna al risarcimento del danno non patrimoniale per le sofferenze accusate in qualità, come detto, di prossimi congiunti della vittima primaria in conseguenza dell’imperito e negligente adempimento delle prestazioni di cura.
Il Tribunale di Marsala (sent. 523/2014), ha accolto, ha accolto la domanda dei genitori della vittima e ha condannato i convenuti, in solido tra loro, al pagamento di € 50.000,00 per ciascuno, a titolo di risarcimento per le sofferenze interiori e il peggioramento delle condizioni e delle abitudini di vita determinati dalle gravi lesioni patite dal figlio e dalla necessità di prestargli continua assistenza morale ed economica, oltre che alla refusione delle spese di lite…





