Opposizione contro l’INAIL alla quantificazione dei postumi da infortunio e valutazione della CTU della tipologia delle menomazioni concorrenti

Un lavoratore, già riconosciuto da INAIL affetto da una menomazione all’integrità psicofisica pari al 6% per esiti di spondilodiscopatia del rachide lombare con protusione discale L5 -S1 con marginale limitazione funzionale, subiva nel 2016, un infortunio sul lavoro riportando frattura L1 amielica e contusioni multiple. Tale infortunio veniva riconosciuto dall’INAIL con postumi permanenti pari al 4% da sommarsi ai precedenti. L’uomo, ritenendo incongruo il punteggio dei postumi da infortunio fatto dall’INAIL, adiva il Giudice del Lavoro (Tribunale di Lucca – Sezione Lavoro 3, Sentenza n. 298/2020) chiedendo il riconoscimento di un maggior danno pari almeno al 10% che, sommato al precedente punteggio, comporta una invalidità permanente pari al 16%.

Si costituiva in giudizio l’INAIL chiedendo la reiezione del ricorso ed evidenziando, in particolare, che gli accertamenti strumentali avevano rilevato un minimo avvallamento della limitante superiore di L1 e che dunque il punteggio del 4% come già riconosciuto sia da ritenersi equo.

Il giudizio veniva istruito attraverso l’espletamento di C.T.U. volta ad accertare la malattia ed a valutarne la rilevanza in termini di invalidità.

Il C.T.U. nel valutare che “tutto considerato, tenendo conto del D. Lgs 23.02.2000 n.38 e delle tabelle (D.M. 12.7.00 vedi con criterio analogico: Voce.205 Esiti di frattura di vertebra lombare con residua deformazione somatica, deficit funzionale di media entità e/o disturbi trofico sensitivi intercorrenti Fino al 10% Voce.208 Esiti di frattura somatica vertebrale, apprezzabili strumentalmente, in assenza di ripercussione funzionale Fino a 5%)” concludeva che “è da ritenere che il lavoratore in conseguenza dell’infortunio del 2016 sul lavoro del 06.09.16, riconosciuto dall’INAIL per: esiti di frattura del soma di L1 con lieve avvallamento della limitante somatica superiore ed irradiazione della rima fratturativa al terzo superiore del muro anteriore presenta un danno biologico in misura del 6% (sei per cento)”.

Unificando il 6% per l’infortunio sul lavoro con il 6% già riconosciuto dall’INAIL viene affermato che il lavoratore presenta un danno biologico complessivo del 12%.

Il Tribunale di Lucca condivide le conclusioni della Consulenza d’Ufficio ed evidenzia che nel corso delle operazioni peritali l’Ausiliario ha correttamente risposto alle osservazioni mosse dal CTP del lavoratore confermando la propria valutazione e precisando anche che: “… nel caso in esame, relativamente agli esiti della frattura di L1, é necessario rilevare che l’ultimo accertamento strumentale agli atti mostra lievi esiti anatomici (vedi RM colonna dorsale e lombosacrale eseguita in data 27.11.17) e che il danneggiato ha eseguito in data 08.09.17 elettroneurografia /elettromiografia arti inferiori risultata nella norma.

Quindi, considerata anche l’entità del danno funzionale evidenziato all’esame anamnestico – clinico del 07.12.18 (dettagliatamente descritto nella relazione), in soggetto con già riconosciuti “esiti di spondilodiscopatia del rachide lombare con protrusione discale L5 -S1, con marginale limitazione funzionale” e precisato che la voce.205 per gli “Esiti di frattura di vertebra lombare con residua deformazione somatica, deficit funzionale di media entità e/o disturbi trofico sensitivi intercorrenti” riconosce un danno fino al 10%, si conferma che, nel caso in esame, la quantificazione del danno biologico in misura del 6% é da ritenere adeguata, così come la quantificazione di quello complessivo, considerata la tipologia delle menomazioni (concorrenti), in misura del 12 %.

Il Tribunale accoglie la domanda del lavoratore nei limiti quantificati dalla C.T.U.

In punto di spese di lite il Tribunale osserva che l’utilità conseguita dalla parte ricorrente è inferiore a quella vantata senza il raggiungimento né della valutazione della malattia in ragione del 10% come richiesto né con il raggiungimento dell ‘auspicata soglia del 16%  e pertanto le pone a carico dell’INAIL nella misura di 1/3 e in misura integrale quelle della CTU.

Avv. Emanuela Foligno

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