Introdotto un emendamento al decreto Milleproroghe in base al quale il beneficiario di una Rc auto familiare, con diversa tipologia di veicolo, che causi un incidente con danni superiori a 5.000 euro, potrà subire alla successiva stipula un declassamento di 5 classi di merito

Entra in vigore domani, 16 febbraio, la Rc auto familiare. La misura, introdotta con il decreto fiscale collegato alla manovra 2020 e posticipata a metà di questo mese dal decreto Milleproroghe prevede, con un’evoluzione rispetto alla legge Bersani del 2007, che all’interno dello stesso nucleo familiare si possa beneficiare della classe di merito più vantaggiosa, non solamente per la prima stipula ma anche in caso di rinnovo. L’’adeguamento’, inoltre, vale per tutti i veicoli, anche non della stessa tipologia, quindi anche nel passaggio auto-moto.

La fetta più grande di beneficiari della nuova norma saranno, di fatto, i  nuclei con un parco mezzi composto da almeno un’auto e un motoveicolo.

In base a quanto emerso da un’indagine di Facile.it, il provvedimento interesserà circa 3 milioni di famiglie.

Rispetto al testo originario, tuttavia, nei giorni scorsi è stato approvato un emendamento che introduce, nella RC auto familiare, il malus.

In sostanza, nel caso in cui il beneficiario del contratto familiare con veicolo di diversa tipologia (presumibilmente moto o motorino) causi un incidente con danni superiori a 5.000 euro, potrà subire alla successiva stipula – solo lui e non gli altri familiari – un declassamento di 5 classi di merito.

La prima versione dell’emendamento, che prevedeva anche un ulteriore slittamento dell’entrata in vigore del sistema  (rimasta confermata al 16 febbraio),  prevedeva che il malus fosse familiare, così come il bonus, e che la penalizzazione dopo l’incidente riguardasse dunque tutti gli assicurati dello stesso nucleo. La riformulazione voluta dal Mise punta invece sul malus individuale. In questo modo vengono comunque incoraggiati comportamenti virtuosi.

L’estensione della Rc auto familiare aveva suscitato, già a dicembre, la dura opposizione delle imprese assicuratrici che avevano parlato di “vittoria di Pirro”.

In particolare,  l’Ania ha paventato un impatto negativo sui prezzi soprattutto a danno degli automobilisti più virtuosi e delle famiglie appartenenti alle classi meno agiate che posseggono un solo veicolo. Il rischio, secondo le assicurazioni, sarebbe quello di far salire i premi e di interrompere così la riduzione in corso dal 2012.

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