Cgil, Cisl e Uil annunciano un possibile sciopero i primi di dicembre della sanita privata nel Lazio. Si chiede il rinnovo dei contratti e misure contro la crisi
Un perdurante stato di crisi e la richiesta del rinnovo dei contratti: è quanto chiedono i lavoratori della sanità privata del Lazio, che annunciano un possibile sciopero a dicembre.
Una situazione sempre più tesa, così le categorie di Cgil Cisl e Uil hanno annunciato lo sciopero regionale per i primi di dicembre.
Sul caso hanno diffuso una nota congiunta i Segretari Generali di Fp-Cgil Roma e Lazio, Cisl-Fp Lazio e Uil-Fpl Roma e Lazio.
“Il tempo è già scaduto, e in questi mesi di tempo ne è stato perso tanto”, scrivono. “Noi non siamo stati a guardare: con due manifestazioni, a giugno e a settembre, e una grande raccolta firme lanciata a luglio, insieme a tanti lavoratori e lavoratrici abbiamo rivendicato con forza le nostre richieste alla Regione Lazio e alle associazioni datoriali sulle tante questioni aperte. Ma le richieste dei lavoratori sono state ignorate”.
Secondo i sindacati, inoltre, le trattative con Aris e Aiop procedono a rilento. Inoltre, non superano l’ostacolo delle risorse.
Su questo punto, le sigle sindacali hanno già chiesto alla Regione Lazio di impegnarsi in sede di Conferenza Stato-Regioni.
“Nel Lazio – scrivono – dove sulle strutture di sanità privata si regge quasi la metà del servizio sanitario, 25 mila lavoratori pagano direttamente – oltre che disparità di salario, diritti e valorizzazione professionale rispetto ai colleghi del pubblico- carichi di lavoro insostenibili, e, spesso, le conseguenze di crisi finanziarie su cui né a loro né ai cittadini è consentito fare chiarezza, per mancanza di norme certe sulla trasparenza di bilancio”.
In particolare, i sindacati ricordano come il nuovo contratto sia atteso da almeno 10 anni.
“Nel Lazio, siamo ancora in attesa della nuova delibera che recuperi la disciplina sui requisiti organizzativi, da cui dipendono le dotazioni minime di personale, su cui le strutture si basano, aggravando il carico di lavoro di chi è in servizio, come nulla è stato fatto in tema di regole e trasparenza dei bilanci”.
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