Eseguito a giugno all’ospedale Bambino Gesù di Roma un intervento ad alto rischio per correggere la scoliosi estrema del piccolo paziente, che metteva a rischio la funzione del cuore e dei polmoni

A 5 anni non ancora compiuti è il paziente più piccolo operato al Bambino Gesù per una scoliosi estrema, 116 gradi a livello toracico, con l’impianto di un sistema di barre di accrescimento magnetiche. Il bimbo, affetto dalla Sindrome di Prader Willi, nel giugno scorso è stato sottoposto a un delicato intervento per correggere la deformità della colonna che metteva a rischio la funzione del cuore e dei polmoni. Un’operazione ad altissimo rischio, in considerazione della malattia genetica rara, dei problemi cardiaci, della grave scoliosi e dell’età del piccolo

“Abbiamo ricevuto tanti “no” prima di trovare una soluzione”, racconta il papà in una lettera indirizzata all’Ospedale Pediatrico. “Siamo arrivati sino in Francia, ma la risposta era sempre la stessa: l’intervento è troppo rischioso”.

Il bambino è stato preso in carico dall’Unità Operativa Complessa di Ortopedia del Bambino Gesù diretta dal prof. Pier Francesco Costici. Il caso – spiega la struttura sanitaria in una nota – è stato sottoposto a una analisi approfondita per verificare la fattibilità di un intervento di alta complessità in cui vanno attentamente valutati i rischi e i possibili benefici. Al termine dell’iter, l’équipe guidata dal dott. Leonardo Oggiano ha eseguito l’operazione.

“Non affrontare una scoliosi così grave – spiega Oggiano – voleva dire condannare il bambino a una qualità e a un’aspettativa di vita molto bassa”.

“L’unica prospettiva di salute e di crescita era l’intervento. Nonostante la complessità del quadro clinico, abbiamo valutato che ci fossero tutte le premesse per procedere: l’operazione si è svolta senza problemi in meno di 3 ore e il piccolo paziente ha avuto un recupero perfetto”.

Oggi, a distanza di 4 mesi, la curva scoliotica del bambino è passata da 116 a 60 gradi. Le barre di accrescimento magnetiche hanno la finalità di guidare la crescita della colonna vertebrale durante l’età infantile, permettendo il controllo della scoliosi e, contestualmente, la crescita della colonna. Raggiunta la pubertà, verranno sostituite con un sistema permanente di viti e barre che correggeranno definitivamente la deformità vertebrale.

La scoliosi è una deformità della colonna vertebrale caratterizzata da curvatura e rotazione delle vertebre. Colpisce circa il 3% della popolazione pediatrica; può essere corretta con busti e corsetti e, nei casi più gravi e complessi, con la chirurgia.

Una delle opzioni chirurgiche disponibili in età infantile è, appunto, l’impianto delle barre di accrescimento magnetiche. Il Bambino Gesù è stato il primo ospedale pediatrico italiano a introdurre, nel 2011, questo sistema di correzione della colonna che oggi rappresenta lo standard mondiale del trattamento delle scoliosi in età precoce.

Si tratta di una tecnica mininvasiva: attraverso due piccole incisioni vengono inserite due barre metalliche a scorrimento magnetico che vengono successivamente manovrate dall’esterno. Questo sistema consente l’allungamento progressivo della colonna vertebrale senza necessità di ulteriori interventi chirurgici nel periodo di crescita del bambino. Le manovre vengono eseguite in regime ambulatoriale, con pazienti svegli. Dal 2011 ad oggi, i bambini trattati con le barre magnetiche sono stati oltre 50.

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