L’accertamento in concreto della responsabilità dei uno dei due conducenti, nel caso di scontro tra veicoli, non esonera l’altro dall’onere di provare di essersi conformato alle norme sulla circolazione stradale e a quelle di comune prudenza

In caso d’incertezza sulla dinamica del sinistro si applica il principio della pari responsabilità dei conducenti previsto dall’art. 2054 del codice civile, comma 2. Tale disposizione prevede, nello specifico, che “nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli.”

Lo ha chiarito la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 7479/2020 pronunciandosi sul ricorso presentato da un motociclista rimasto vittima di un sinistro su una strada provinciale con un veicolo rimasto sconosciuto. L’incidente, secondo la ricostruzione del centauro, si sarebbe verificato a causa dell’invasione della carreggiata da parte dell’altro mezzo.

Stante l’impossibilità di procedere alla ricostruzione certa del sinistro, il Giudice di secondo grado, dopo due perizie cinematiche, aveva ritenuto di applicare il principio di pari responsabilità, in ottemperanza alla giurisprudenza di legittimità secondo la quale “l’accertamento in concreto della responsabilità dei uno dei due conducenti, nel caso di scontro tra veicoli, non esonera l’altro dall’onere di provare di essersi conformato alle norme sulla circolazione stradale e a quelle di comune prudenza”.

Nel ricorrere per cassazione, il motociclista aveva posto una questione di diritto, ovvero se l’art 2054, comma 2, del codice civile sia applicabile anche nel caso in cui vi sia stato, da parte dell’organo giudicante, un accertamento positivo sulla responsabilità di uno dei conducenti coinvolti nel sinistro e non vi sia alcuna certezza circa l’eventuale corresponsabilità del danneggiato.

I Giudici Ermellini nel rigettare il ricorso, hanno affermato che il principio della pari responsabilità dei conducenti rappresenta un criterio residuale, che va applicato ogni volta in cui non sia possibile stabilire con esattezza in quale misura i conducenti abbiano contribuito a provocare l’incidente, come nel caso in esame.

Al proposito – specificano dal Palazzaccio – non rileva che la colpa di uno dei due sia evidente. Anche in questo caso, il giudice è tenuto ad accertare che il veicolo che ha subito danni abbia comunque rispettato le disposizioni del codice della strada.

Come già stabilito da precedenti sentenze, infatti, “in tema di scontro tra veicoli, la presunzione di eguale concorso di colpa stabilita dall’art. 2054, comma 2 c.c. ha funzione sussidiaria, operando soltanto nel caso in cui le risultanze probatorie non consentano di accertare in modo concreto in quale misura la condotta dei due conducenti abbia cagionato l’evento dannoso e di attribuire le rispettive responsabilità del sinistro”.

La redazione giuridica

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