Accolto il ricorso di automobilista sanzionato per passaggio con il semaforo rosso; il Comune avrebbe dovuto produrre la documentazione attestante l’autorizzazione all’installazione dell’apparecchio di rilievo automatico dell’infrazione

L’installazione dello strumento di rilievo automatico delle violazioni per il passaggio con il semaforo rosso deve essere autorizzata da una delibera comunale. Qualora il cittadino impugni la contravvenzione per il passaggio con il rosso, contestando la legittimità dell’apparecchio elettronico, il Comune deve produrre in giudizio la predetta delibera.

Lo ha chiarito il Giudice di Pace di Ivrea con una sentenza del 19 ottobre 2020 pronunciandosi sul ricorso proposto da un automobilista al fine di ottenere l’annullamento delle contravvenzioni che gli erano state elevate dalla Polizia municipale per violazione dell’art. 146 comma 3 del cds.

Il ricorrente, in particolare, evidenziava quale motivo di illegittimità del verbale, tra gli altri, la mancata autorizzazione prefettizia all’installazione dello strumento “Redvolution” e la mancata individuazione da parte del Prefetto della strada ove era collocato il dispositivo predetto tra quelle nelle quali era possibile tale installazione, nonché l’assenza di delibera di autorizzazione della Giunta all’installazione dell’apparecchio.

Il motivo di doglianza è stato ritenuto meritevole di accoglimento.

Nei giudizi di opposizione alla sanzione amministrativa pecuniaria per infrazioni al codice della strada – ha spiegato il Giudice di Pace – si verifica una inversione dei ruoli delle parti: in deroga alla regola generale – che impone l’onere della prova a colui che inizia il giudizio – in questa materia, non è il ricorrente a dover dimostrare la legittimità dell’operato della pubblica amministrazione, ma è quest’ultima, dopo la contestazione del cittadino, tenuta a dare prova di aver agito nel pieno rispetto della legge.

La Pubblica Amministrazione, sebbene rivesta la figura formale di parte convenuta, conserva quella sostanziale di attrice; pertanto, è gravata dell’onere probatorio di dimostrare le ragioni di fatto e di diritto della pretesa sanzionatoria.

In dettaglio, nell’ambito dei procedimenti disciplinati dalla legge n. 689/1981, poi trasfusa” nella normativa attualmente vigente, è onere dell’Ente amministrativo che provvede all’erogazione della sanzione dimostrare l’inosservanza delle disposizioni legislative, nonché la sussistenza degli elementi determinanti la violazione contestata.

Secondo consolidata giurisprudenza, l’opposizione a sanzione amministrativa, pur formalmente strutturata come giudizio di impugnazione, sostanzialmente tende all’accertamento negativo della pretesa sanzionatoria.

Il mancato deposito da parte della Pubblica Amministrazione resistente della documentazione relativa agli accertamenti e alle contestazioni dalla stessa svolte comporta l’impossibilità di effettuare una compiuta verifica sulla correttezza dell’operato dell’amministrazione stessa.

Nel caso in esame, su precisa contestazione del ricorrente in punto assenza di delibera della giunta comunale di autorizzazione all’installazione del dispositivo “Redvolution”, il Comune avrebbe dovuto. già in sede di costituzione, dimostrare che la stessa era stata approvata dalla Giunta comunale, producendone una copia al fine di consentire al Giudice di controllare la fondatezza della censura mossa.

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