La Cassazione chiarisce che chi abbia sopportato troppo al lungo i tradimenti del coniuge non ha titolo per chiedere l’addebito della separazione

La moglie che per anni sopporti i continui tradimenti del marito non può, in sede di separazione, chiederne l’addebito al coniuge; lo ha chiarito la Suprema Corte di Cassazione nella sentenza n. 16691/2020

Il Tribunale di Pesaro in primo grado e la Corte d’Appello successivamente si erano pronunciate con sfavore rispetto all’ipotesi di addebitare la separazione dei coniugi al marito, reo di aver tradito la moglie in molteplici circostanze; avevano, infatti, ritenuto che le infedeltà dell’uomo non fossero adeguatamente provate  e che debole fosse il legame eziologico delle stesse con la fine del rapporto coniugale.

La moglie non contenta dell’esito del primo e del secondo grado di giudizio proponeva ricorso per Cassazione avverso la decisione della Corte d’Appello di Ancona.

Asseriva la ricorrente che in virtù della palese violazione dell’obbligo di fedeltà posto alla base del rapporto di coniugio fosse a carico del marito dimostrare che la crisi del matrimonio fosse antecedente ai tradimenti e non al contrario che questi avessero rappresentato la scaturigine del fallimento coniugale.

L’affermazione sull’onere della prova della ricorrente si pone, quindi, in contrasto con la più recente giurisprudenza di legittimità secondo cui grava sulla parte che richieda , per l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà, l’addebito di separazione all’altro coniuge, l’onere di provare la relativa condotta e la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza mentre è onere di chi eccepisce l’inefficacia dei fatti posti a fondamento della domanda e quindi dell’infedeltà nella determinazione  dell’intollerabilità della convivenza, provare le circostanza su cui l’eccezione si fonda , vale a dire l’anteriorità della crisi matrimoniale all’accertata infedeltà”, proseguiva la Suprema Corte affermando che la richiesta di separazione fosse eccessivamente tardiva rispetto all’insorgere delle infedeltà coniugali, tanto che queste sarebbero durate oltre 15 anni prima che la moglie si decidesse a chiedere la separazione. Un lasso di tempo così lungo indebolisce sensibilmente il nesso causale tra i due eventi e preclude senz’altro la possibilità di richiedere l’addebito.

                                                                       Avv. Claudia Poscia

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