La Corte di Cassazione rimette alle Sezioni Unite il contrasto interpretativo circa l’applicazione dell’articolo 141 del Codice delle Assicurazioni nel caso in cui nel sinistro stradale non risultino coinvolti altri veicoli (Cass. Civ., sez. III, Ordinanza interlocutoria n. 40885 del 20 dicembre 2021 – Presidente Vivaldi – Relatore Scarano)

La Corte d’Appello respingeva la domanda di risarcimento dei danni, proposta dagli eredi dell’automobilista deceduto nel sinistro stradale, nei confronti della Compagnia d’Assicurazione

Il decesso avveniva a seguito di un incidente stradale, e causato dal marito della deceduta, che scivolando sull’asfalto, reso troppo viscido dalla pioggia, urtava contro un guard-rail.

Nello specifico, con sentenza del 31/7/2018 la Corte d’Appello di Milano, in accoglimento del gravame interposto dalla società assicuratrice, e in conseguente riforma della pronunzia Trib. Milano n. 3181/2016, ha respinto la domanda nei confronti della medesima originariamente proposta di risarcimento dei danni rispettivamente lamentati iure proprio e iure successionis dagli eredi in conseguenza del decesso avvenuto il 1/11/2010, allorquando la donna, poi deceduta, era trasportata nell’autovettura condotta dal marito, che andava ad urtare contro un guard-rail.

L’uomo propone ricorso per Cassazione censurando la decisione della Corte territoriale e deducendo l’applicabilità dell’articolo 141 del Codice delle Assicurazioni nel caso in cui non risultino coinvolti altri veicoli, oltre a quello incidentato.

Si duole, il ricorrente, che la Corte di merito abbia erroneamente escluso l’applicabilità dell’art. 141 in caso di sinistro come nella specie “verificatosi con il coinvolgimento di veicolo non identificato, ponendosi in contrasto con recente giurisprudenza della Corte di legittimità (ord. n. 16477/2017)”.

Lamenta, inoltre, che la Corte di merito ha erroneamente “espresso un giudizio sulla condotta di guida del conducente del veicolo nel sinistro che è pacificamente escluso dalla fattispecie disciplinata dall’art. 141 CdA”.

Gli Ermellini rilevano differenti orientamenti sul punto.

Secondo un primo orientamento, l’articolo in esame presuppone soltanto l’esistenza di un sinistro stradale e di un danno, non dovuto al caso fortuito, subito dal terzo trasportato. La norma, quindi, non richiede che il sinistro si fosse verificato a seguito di uno scontro tra due mezzi di trasporto. Secondo i Giudici, infatti, tale soluzione risponde «ad una scelta del legislatore in tema di allocazione del rischio», che ha scelto di privilegiare il diritto del trasportato ad ottenere prontamente il risarcimento, agendo nei confronti della compagnia di assicurazioni del veicolo, senza dover né attendere l’accertamento delle rispettive responsabilità, né tanto meno dover procedere alle ricerche dell’impresa assicuratrice del veicolo investitore (Cass. n. 16477/2017). Successivamente, si è invece chiarito che la persona trasportata poteva avvalersi dell’azione diretta nei confronti della compagnia soltanto se nell’incidente erano coinvolti altri veicoli, anche in mancanza di un urto materiale (Cass. n. 25033/2019).

La giurisprudenza più recente, invece, ha affermato che «l’art 141 Cod. Ass. non deve essere applicato in caso di sinistro in cui risulti coinvolto il solo veicolo del vettore del trasportato essendo in tale ipotesi applicabile l’art 144” (Cass. n. 17963/2021).

Sussiste, pertanto, un contrasto interpretativo meritevole di rimessione alle Sezioni Unite.

Considerando il contrasto interpretativo venuto a delinearsi sull’argomento, la Cassazione rimette quindi la causa alle Sezioni Unite.

La Corte ha ravvisato preferibile l’interpretazione costituzionalmente orientata della norma in base alla quale essa va intesa a prescindere dalla ripartizione delle responsabilità tra i conducenti dei veicoli e possibilità di esercizio dell’azione diretta contro la compagnia di assicurazione del vettore in ogni ipotesi – salvo il caso del fortuito – di danno subito dal trasportato sul veicolo, per fornire a quest’ultimo uno strumento di risarcimento più celere e idoneo a coprire la più vasta serie di casi, al riguardo non ostando il riferimento letterale a due diversi enti assicurativi anche ai fini della rivalsa, da intendersi come meramente descrittivo della normalità dei casi e non come preclusivo della domanda qualora nel sinistro sia coinvolto un veicolo non identificato o non coperto da copertura assicurativa ovvero come nella specie non sussistente, atteso che la norma presuppone soltanto la sussistenza di un sinistro e di un danno subito dal terzo trasportato non dovuto a caso fortuito, non esige altresì che il sinistro si sia verificato a seguito di uno scontro tra due o più automezzi (v. Cass., 5/7/2017, n. 16477).

Una tale soluzione “risponde ad una scelta del legislatore in tema di allocazione del rischio, che ha scelto di privilegiare, nei limiti del massimale minimo di legge, il diritto del trasportato ad ottenere prontamente il risarcimento, agendo nei confronti del soggetto a lui sicuramente noto (la compagnia di assicurazioni del veicolo sul quale è trasportato), senza dover nè attendere l’accertamento delle rispettive responsabilità, nè tanto meno dover procedere alle ricerche della compagnia assicuratrice del veicolo investitore” (così Cass., 5/7/2017, n. 16477).

Viene considerato:

– che l’articolo 141 del Codice delle Assicurazioni non trova applicazione in caso di sinistro in cui risulti coinvolto il solo veicolo del vettore del trasportato essendo in tale ipotesi applicabile l’art. 144, il quale consente al trasportato danneggiato di agire con azione diretta contro l’assicuratore del proprio veicolo chiamando in causa anche il responsabile civile, sicché, “agendo nei confronti dell’impresa di assicurazione del veicolo sul quale viaggiava al momento del sinistro, la persona trasportata agisce nei confronti dell’assicuratore del responsabile civile sulla base della fattispecie di cui all’art. 2054 c.c., comma 1”.

– e che gli oneri probatori previsti all’art. 144 e all’ art. 2054 c.c., comma 1, in capo al danneggiato si appalesano in realtà diversi, quest’ultima norma presupponendo che venga dal medesimo fornita la prova del fatto costitutivo della pretesa (condotta dolosa o colposa del danneggiante, evento e nesso di causalità che lega quest’ultimo alla prima) laddove per l’esercizio del primo è sufficiente la mera allegazione del trasporto sul veicolo, salva la possibilità per la compagnia assicuratrice di provare il fortuito; e considerato che va privilegiata un’interpretazione (anche relativamente alla ripartizione degli oneri probatori, ivi ricompreso il fortuito) che non si ponga in qualche modo in contrasto con il principio solidaristico di rilievo sovranazionale vulneratus ante omnia reficiendus, presiedente (anche) il riavvicinamento delle legislazioni nazionali in materia di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione di autoveicoli così come interpretate dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea, la questione viene rimessa al Primo Presidente della Corte, per l’eventuale relativa assegnazione alle Sezioni Unite.

Avv. Emanuela Foligno

Sei stato coinvolto in un incidente stradale? hai subito un danno fisico o perso un congiunto e vuoi ottenere il massimo risarcimento danni? Clicca qui

Leggi anche:

Lesioni causate da omessa custodia della strada e nesso causale

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui