In caso di sinistro stradale il trasportato che ha subito un danno alla salute può fare valere la responsabilità extracontrattuale del conducente  e quella solidale del proprietario

“Il trasportato può invocare i primi due commi dell’art. 2054 c.c. per far valere la responsabilità extracontrattuale del conducente ed il comma terzo per far valere quella solidale del proprietario che può liberarsi solo provando che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà ovvero che il conducente aveva fatto tutto il possibile per evitare il danno”, in tal senso si è espresso il Tribunale di Milano (Sez. VI, sentenza n. 3543 del 23 giugno 2020). La vicenda trae origine da un sinistro stradale causato da uno scontro frontale tra una Ford Focus e un’ Audi A2.

La responsabilità del sinistro viene attribuita integralmente al conducente della Ford che invadeva la corsia di marcia opposta e si scontrava frontalmente con l’Audi A2.

A bordo del veicolo dell’Audi A2, oltre alla conducente, vi erano due passeggeri, quello trasportato sul sedile posteriore dopo lo scontro si allontanava a piedi per raggiungere la propria abitazione che distava pochi metri.

Nella concitazione degli eventi la presenza al momento del sinistro del trasportato (allontanatosi) non veniva dichiarata e, quindi, non veniva riportata nel verbale delle Forze dell’Ordine intervenute.

Dopo alcune ore l’uomo, a causa dei forti dolori, si recava presso il Pronto Soccorso, ove gli venivano diagnosticate “frattura pluriframmentaria del dente dell’epistrofeo (II vertebra cervicale), nonché frattura della lamina della VII vertebra cervicale ed avvallamento delle limitanti somatiche superiori della VI-VII-VIII vertebra toracica”, oltre a “intervento chirurgico per inserimento sintesi con vite transodontoidea a carico della II vertebra“, che veniva eseguito successivamente.

Il trasportato, quindi, agisce in giudizio per vedere accertata e dichiarata la sua presenza quale terzo trasportato  a bordo dell’autovettura Audi A2  e la esclusiva responsabilità della Ford nella causazione del sinistro.

La domanda di risarcimento per le lesioni veniva introdotta nei confronti del proprietario e conducente del veicolo danneggiante in qualità di responsabile civile, della compagnia assicurativa che assicurava per la RCA il veicolo responsabile e dell’Ufficio Centrale Italiano per essere il veicolo condotto dal responsabile munito di targa di immatricolazione straniera.

La domanda, pertanto, va ricondotta all’art. 2054 c.c. norma che, secondo l’orientamento consolidato della Corte di Cassazione “esprime, in ciascuno dei commi che lo compongono, principi di carattere generale applicabili a tutti i soggetti che da tale circolazione comunque ricevano danni e, quindi, anche ai trasportati, quale che sia il titolo del trasporto, di cortesia ovvero contrattuale, oneroso o gratuito”.

Conseguentemente,  il trasportato, indipendentemente dal titolo del trasporto, può invocare i primi due commi della disposizione citata per far valere la responsabilità extracontrattuale del conducente ed il comma terzo per far valere quella solidale del proprietario che può liberarsi solo provando che la circolazione del veicolo avveniva contro la sua volontà, ovvero che il conducente aveva fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Inoltre, ai fini dell’affermazione della responsabilità solidale del proprietario, è irrilevante che quella del conducente sia riconosciuta in via presuntiva, ai sensi dei primi due commi dell’art. 2054, ovvero sulla base di un accertamento in concreto della colpa, ai sensi dell’art. 2043 c.c., poiché l’estensione della responsabilità al proprietario è finalizzata a garantire il risarcimento al danneggiato.

In relazione a tale disposizione, il danneggiato deve fornire la prova dell’effettivo accadimento del sinistro secondo le modalità denunciate e del nesso di causalità  tra l’incidente e i danni da risarcire, mentre il conducente deve dimostrare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Ciò chiarito, il Tribunale ritiene che la dinamica del sinistro stradale sia stata sufficientemente provata ed afferma la esclusiva responsabilità in capo al conducente del veicolo Ford in considerazione della grave ed imprudente condotta di guida tenuta.

La particolarità di questa vicenda processuale è la (contestata) presenza dell’attore a bordo del veicolo Audi A2, che non veniva riferita ai Carabinieri intervenuti sul luogo del sinistro.

La controversa circostanza, comunque, è stata ampiamente confermata dalle deposizioni testimoniali svoltesi nella fase istruttoria.

Inoltre, sottolinea il Tribunale, anche le lesioni subite dal trasportato, come confermato peraltro dal CTU, sono compatibili con esiti di sinistro stradale e schiacciamento contro il sedile frontale di guida.

Ritenuta, dunque, fondata la domanda dell’uomo, il Tribunale esamina la domanda dei danni patrimoniali e non patrimoniali.

Quanto ai danni fisici, il CTU ha accertato che l’attore in seguito al sinistro riportava “frattura pluriframmentaria del dente dell’epistrofeo (II vertebra cervicale) nonche’ frattura della lamina della VII vertebra cervicale ed avvallamento delle limitanti somatiche superiori della VI-VII-VIII vertebra toracica”, e ha riconosciuto che tali lesioni sono di natura traumatica e rapportabili, causalmente, al sinistro denunciato nell’atto di citazione. Inoltre il CTU ha accertato che “La frattura a carico della II vertebra cervicale è stata trattata chirurgicamente mediante sintesi con vite transodontoidea, mentre le fratture dorsali hanno beneficiato di trattamento conservativo ed è stato quindi necessario un ricovero ospedaliero, cui ha fatto seguito un periodo di immobilizzazione con collare cervicale e riabilitazione.

Tali lesioni hanno comportato postumi permanenti incidenti sull’efficienza psico-fisica del soggetto nella misura del 18%, oltre all’esborso di euro 903,00 per spese mediche.

Per quanto riguarda il danno non patrimoniale il Tribunale utilizza i criteri adottati con le Tabelle 2018.

Tenuto conto della gravità delle lesioni, della durata dell’invalidità temporanea, dell’età del soggetto (anni 29) al momento del sinistro e dell’entità dei postumi permanenti, alla luce delle citate tabelle milanesi viene liquidata in via equitativa per la voce di danno non patrimoniale la somma di euro 7.400,00 per l’inabilità temporanea specificatamente individuata, oltre all’importo di euro 62.850,00 per le conseguenze personali riferibili ai postumi permanenti calcolati nel 18% dal CTU.

La richiesta di personalizzazione del danno viene, invece, rigettata.

Il Tribunale ricorda che il risarcimento del danno alla persona deve essere integrale, e, pertanto,  in tema di liquidazione del danno per la lesione del diritto alla salute, nei diversi aspetti o voci di cui tale unitaria categoria si compendia, l’applicazione dei criteri di valutazione equitativa deve consentirne la maggiore approssimazione possibile all’integrale risarcimento, anche attraverso la personalizzazione del danno.

Una volta liquidato il danno biologico, una liquidazione separata di altre voci (danno estetico, alla vita di relazione, alla vita sessuale, ecc.) può essere svolta solo in presenza di circostanze specifiche ed eccezionali  che rendono il danno concreto più grave rispetto alle conseguenze ordinariamente derivanti dai pregiudizi dello stesso grado sofferti da persone della stessa età.

Tali circostanze, come ampiamente chiarito dalla Suprema Corte, debbono essere tempestivamente allegate dal danneggiato ed analiticamente indicate.

Il danneggiato, invece, non ha allegato l’esistenza di fatti specifici ed eccezioni, e quindi non è possibile procedere a nessuna personalizzazione.

All’uomo viene, quindi, riconosciuta la complessiva somma di euro 70.250,00, da cui deve essere detratto l’importo già erogato dall’Inps pari ad euro 3.301,63.

Sull’ultimo aspetto, ribadisce il Tribunale, è stato ampiamente chiarito  che dall’ammontare del risarcimento dovuto dal responsabile del sinistro stradale va detratto quanto al danneggiato allo stesso titolo viene corrisposto da parte dell’assicuratore sociale.

In danno dell’UCI vengono poste anche le spese di lite e di CTU.

La decisione in commento -che si condivide integralmente- è impeccabile sia per la disamina in punto di an debeatur, che per l’applicazione dei criteri di risarcimento del danno non patrimoniale.

Avv. Emanuela Foligno

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