Respinto il ricorso di un automobilista, accusati di lesioni per aver provocato un sinistro stradale, che invocava la revoca tacita della costituzione di parte civile da parte della danneggiata

La ratio della disciplina della revoca tacita della costituzione di parte civile in mancanza delle conclusioni di quest’ultima si incentra sulla necessità di acquisire processualmente le richieste ferme e precise da parte del danneggiato, trattandosi di pretesa civilistica e che, di conseguenza, di revoca si può parlare solo se la parte civile non precisi in alcun modo le sue conclusioni nella fase della discussione e manchi alcuna traccia scritta dei termini delle sue conclusioni.

Lo ha chiarito la cassazione con la sentenza n. 25754/2021 evidenziando una certa “elasticità” della giurisprudenza di legittimità nella interpretazione degli artt. 82 e 523, comma 2, c.p.p., che riconosce la revoca tacita della costituzione solo nel caso in cui la parte civile non abbia effettivamente presenziato all’udienza di discussione. Ciò che è essenziale è che la parte civile confermi le proprie richieste all’esito dell’istruzione dibattimentale.

Nel caso in esame gli Ermellini si sono pronunciati sul ricorso di un automobilista che ritenuto responsabile, agli effetti penali e civili, in relazione al reato di cui all’art. 590 commi 1,2,3 cod. pen. perché, per colpa generica e per violazione delle norme sulla sicurezza stradale (art. 141 comma 2 e 3 CDS) cagionava lesioni personali gravi a un’altra conducente.

In particolare alla guida della propria autovettura non arrestava tempestivamente il veicolo e non regolava la velocità in prossimità di un’intersezione e teneva una guida imprudente all’interno di un centro abitato cosicché, giunto all’altezza di un incrocio, urtava violentemente sulla fiancata destra l’autovettura antagonista, condotta dalla danneggiata, che stava attraversando l’incrocio provocandone il ribaltamento e lesioni, consistite in trauma cranico e facciale, ecchimosi periorbitaria destra con una malattia giudicata guaribile in giorni 10.

Nel rivolgersi alla Suprema Corte il ricorrente deduceva violazione di legge atteso che la costituzione di parte civile doveva essere dichiarata revocata ex art. 82 comma 2 cod.proc.pen. in quanto la parte civile non aveva presentato le conclusioni scritte ex art. 523 cod.proc.pen.. Lamentava, in concreto, che le conclusioni scritte all’udienza del 30.10.2017 non erano state presentate dalla parte civile o dal procuratore speciale ma da un legale che non aveva mai avuto i poteri del procuratore speciale nonostante si fosse definito come tale. Non contestava, in altri termini, il deposito delle conclusioni scritte da parte di un sostituto processuale ma la sottoscrizione delle medesime conclusioni scritte da parte di un Avvocato che non era procuratore speciale.

La Cassazione, tuttavia, nel respingere le doglianze proposte, ha sottolineato che, ai sensi dell’art. 82, comma 2, c.p.p., la costituzione della parte civile nel processo penale deve intendersi revocata “se la parte civile non presenta le conclusioni a norma dell’art. 523 c.p.p., vale a dire in sede di discussione, per iscritto e con la determinazione dell’ammontare dei danni di cui si chiede il risarcimento, giusto il disposto dell’art.523, comma 2,c.p.p. .

Nel caso di specie, come emergeva dal verbale dell’udienza, consultabile in ragione della natura della censura, il difensore delle parti civili aveva concluso oralmente richiamando le conclusioni scritte, sia pure non sottoscritte dalla parte civile personalmente, già depositate in precedenza ed idonee ad assicurare al processo una stabile documentazione delle richieste della parte danneggiata, chiedendo al giudice di affermare la penale responsabilità dell’imputato e di condannarlo al risarcimento dei danni, in solido con la società assicuratrice. Sussistendo, pertanto, nel verbale la prova scritta delle conclusioni in termini precisi, poteva affermarsi che la condotta delle parti civili non integrava la revoca presunta dell’avvenuta costituzione, ai sensi del citato art. 82, comma 2, c.p.p. 

La redazione giuridica

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