Sistema previdenziale, Enpam: per i medici ‘Quota 100’ c’è già

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Per i professionisti e convenzionati iscritti alla Cassa previdenziale dei medici il sistema previdenziale prevede di fatto la possibilità di uscire in anticipo già con ‘Quota 97’

Tra i punti principali dell’accordo sottoscritto da Lega e Movimento 5 Stelle per la nascita del nuovo governo figura la revisione del sistema previdenziale. Gli attuali requisiti per la pensione prevedono l’uscita: a 66 anni e 7 mesi nel 2018, a 67 anni di età nel 2019 e successivamente a 67 anni e 3 mesi dal 2021, con un minimo di 20 anni di contributi versati.

Una delle ipotesi avanzate per superare la Legge Fornero è l’introduzione della ‘Quota 100’. Il sistema, in particolare, prevede l’accesso alla pensione con una quota data dalla somma di età anagrafica (minimo di 64 anni) e di anni di contributi (almeno 35). In sostanza verrebbe reintrodotto il trattamento pensionistico d’anzianità, applicato sino al 2011, che consentiva una discreta anticipazione rispetto alla vecchiaia.

Restano tuttavia diversi aspetti da chiarire rispetto alla Quota 100. Tra i dubbi, ad esempio, il computo nel periodo di contribuzione degli anni eventualmente riscattati o ricongiunti. O ancora la reintroduzione della finestre con cui si ritardava l’uscita dei pensionandi che avevano già maturato i criteri previsti per il pensionamento.

In ambito medico, invece, per i camici bianchi iscritti all’Enpam “la quota 100 è un traguardo già raggiunto, e perfino superato”.

Di fatto, si legge sul sito dell’Ente, “la Cassa consente ai liberi professionisti e ai convenzionati di chiedere la pensione anticipata già con Quota 97”.

Rispetto alla riforma che il nuovo governo vuole attuare, inoltre, i vantaggi non si fermerebbero qui. Infatti l’Enpam garantisce la possibilità di pensionarsi già a 62 anni di età, con 35 anni di contributi. Ciò a fronte di quanto previsto per i dipendenti iscritti all’Inps per i quali si parla di consentire l’uscita dal lavoro all’età minima di 64 anni.

Nel computo dell’anzianità contributiva, poi, rientrano anche gli anni riscattati o ricongiunti. L’unico vincolo esistente è che al momento del pensionamento siano trascorsi 30 anni dalla laurea. Infine, esiste la possibilità di andare in pensione anticipata indipendentemente dall’età anagrafica, purché si abbiano 42 anni di contributi.

 

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