Guidano la classifica Pesaro, Matera e Varese; in coda Trapani, L’Aquila e Roma. Tra i 20 comuni con meno DAT depositate in rapporto alla popolazione, 3 sono in Sicilia, 3 nel Lazio, 3 in Calabria e 3 in Lombardia

In Italia sono circa 170.000 le persone che hanno depositato nei Comuni le proprie Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). Si tratta di un cittadino ogni 355 abitanti. In attesa della Banca dati – il cui decreto istitutivo è stato firmato nei giorni scorsi dal ministro della Salute Roberto Speranza – e della campagna informativa istituzionale, sono queste le stime che emergono dalla prima indagine nazionale condotta dall’Associazione Luca Coscioni.

Per capire la situazione in Italia, l’Associazione ha promosso un accesso agli atti per richiedere ai 106 Comuni con più di 60mila abitanti quante Dat sono state ricevute dall’entrata in vigore della legge 219 del 2017. Di questi, solo 73 hanno rispettato i 30 giorni previsti per la risposta dall’art. 5 comma 2 del D. Lgs 33/2013. Sommando i loro dati, risultano depositate 37.493 DAT, con un incremento del 23% nei primi tre trimestri del 2019 rispetto ai primi tre trimestri del 2018. Proiettando il numero sul totale della popolazione, si arriva alla stima delle 170mila DAT. La cifra non comprende, dunque, le DAT depositate dai notai e presso le strutture sanitarie.

Prendendo in considerazione i 20 comuni peggiori nel rapporto DAT depositate/popolazione, protagoniste in negativo sono Sicilia (Trapani, Ragusa e Marsala); Lazio (Roma, Guidonia e Viterbo); Calabria (Catanzaro, Lamezia e Cosenza) e Lombardia ( Legnano, Sesto San Giovanni e Monza).

Curioso – sottolinea l’Associazione Luca Coscioni – il dato dei Comuni con più Disposizioni anticipate di trattamento depositate in rapporto alla popolazione: Pesaro, Matera e Varese (Centro, Sud e Nord).

Tra i Comuni con il miglior rapporto DAT/popolazione sono assenti quelli delle Isole, mentre troviamo un 30% di Comuni del Nord-Est, un 25% di Comuni sia del Centro che del Nord-Ovest, e un 20% di Comuni del Sud Italia. Le cose cambiano analizzando i Comuni con il peggior rapporto DAT/popolazione. Tra questi, il 35% si trova al Sud, il 25% al centro, il 20% nelle Isole, il 15% nel Nord-Ovest e solo il 5% nel Nord-Est d’Italia.

“La differenza nei dati – ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione – è esclusiva responsabilità della politica, quella nazionale per l’assenza di una campagna informativa,  quella locale per gli ostacoli che i Comuni frappongono ai cittadini . Lo conferma una ricerca commissionata quest’anno da Associazione Luca Coscioni a SWG secondo cui per l’84% degli italiani le istituzioni non hanno correttamente informato i cittadini sui loro diritti e su come redigere un testamento biologico; mentre il 71% non è a conoscenza del procedimento per il deposito delle DAT”.

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