Per il presidente dell’ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri “dovremmo passare dai LEA ai LEEAA”

“La sanità pubblica dovrebbe assicurare dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) ‘esigibili’ in tutto il territorio nazionale e che siano ‘appropriati’”. È la proposta lanciata dal presidente dell’Enpam Alberto Oliveti agli Stati generali della professione medica e odontoiatrica. “Dovremmo passare dai Lea ai Leeaa – ha specificato – aggiungendo una E che sta per esigibili e una A per appropriati”.

“Prevedere dei Lea che non siano esigibili su tutto il territorio nazionale – ha continuato Oliveti ­– è come infrangere di fatto il principio di eguaglianza. Allo stesso tempo dovremmo riflettere su quali siano le prestazioni appropriate da assicurare a tutti”.

“Appropriatezza – ha affermato ancora il presidente dell’ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri – è un concetto che va oltre quello di efficienza. Non possiamo limitarci a valutare il rapporto tra l’efficacia delle cure, la loro sicurezza e i costi ma dobbiamo prendere in considerazione anche l’adeguatezza, la coerenza, l’inserimento all’interno di un sistema complessivo, il collegamento con il valore individuale e collettivo e l’armonia con altri diritti”.

“Non si può parlare di lavoro medico – ha aggiunto  – senza analizzare gli ostacoli che rendono il diritto alla salute non esigibile”

Nel corso del suo intervento Oliveti si è poi soffermato sul riconoscimento della figura del medico. “La società – ha sottolineato – è davanti al cambiamento, il medico è davanti al cambiamento, non va mai dimenticato che il lavoro è uno strumento sociale di inclusione nella società civile, uno stimolo costante al progresso fortemente associato ai diritti civili. Ma ricordiamo che non c’è welfare se non c’è lavoro. La protezione sociale nasce dal lavoro. Non si può parlare di lavoro medico senza parlare della dignità suo lavoro”

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