Il presidente Cricelli: Nostra Società unica in grado di fornire all’Agenzia tutti i dati relativi alle malattie croniche e alla presa in carico dei pazienti
“Esprimiamo soddisfazione e plauso per l’iniziativa dell’Agenzia regolatoria perché finalmente possiamo ricominciare ad affrontare alcune questioni rimaste in sospeso”. Claudio Cricelli, Presidente Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), commenta positivamente la riapertura, dopo alcuni anni, del tavolo della medicina generale e territoriale presso l’Agenzia italiana del farmaco, sancita da un primo incontro svoltosi la scorsa settimana tra i rappresentati dei medici e dei pediatri di famiglia il direttore generale dell’Aifa, Mario Melazzini.
La SIMG, una delle Associazioni che parteciperà al tavolo, intende fornire il proprio contributo per la risoluzione di due problemi riguardanti la professione, che ritiene non essere più rinviabili: il ruolo del medico di medicina generale nella prescrizione dei farmaci e la presa in carico dei pazienti cronici.
“Abbiamo preso l’impegno con il Direttore Melazzini di presentare a breve due piani operativi con proposte concrete e realizzabili”, afferma Cricelli sottolineando come la Simg sia l’unica società che possiede tutti gli strumenti necessari per aiutare l’AIFA e le altre Istituzioni a prendere delle decisioni su questi aspetti della sanità. “Grazie alla nostra rete di medici attivi su tutto il territorio nazionale – prosegue – conosciamo tutte le informazioni relative ai dati epidemiologici delle malattie croniche e alla presa in carico dei pazienti. Possiamo così valutare le performance e le considerazioni dei medici di famiglia su questi aspetti”.
In relazione ai pazienti cronici, che in Italia sono oltre i 19 milioni, Cricelli evidenzia come il tema costituisca il vero problema, sia per quanto concerne la rete assistenziale che in relazione ai costi dell’intero sistema sanitario nazionale. “Avere numeri sempre aggiornati sulle condizioni di questi malati e di quali sono i volumi dei valori di riferimento della prescrizione dei farmaci risulta fondamentale. In questo modo – conclude – sarà possibile consentire sia ai medici che all’AIFA la sostenibilità di alcuni interventi”.




