All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù eseguiti quattro trapianti di organi solidi. Gli interventi hanno richiesto la partecipazione di oltre 50 operatori sanitari

Quattro trapianti di organi solidi in 48 ore. Gli interventi sono stati eseguiti all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma dove i chirurghi, nello specifico, hanno impiantato un cuore, un fegato e due reni in quattro piccoli pazienti in lista di attesa. Gli interventi hanno richiesto la partecipazione, complessivamente, di più di 50 medici, infermieri, operatori e tecnici sanitari. Tutti i pazienti – fa sapere la struttura sanitaria della Santa Sede – sono ora in buone condizioni assistiti in terapia intensiva.

Il trapianto di cuore ha richiesto 16 ore – dalle 4.00 alle 20.00 di martedì 7 aprile – e l’intervento di 2 équipe del Dipartimento Medico-chirurgico di Cardiologia Pediatrica. Si è trattato di un caso particolarmente complesso: il ricevente, un ragazzo di 12 anni, era ricoverato già da un anno al Bambino Gesù in quanto la patologia da cui era affetto – una cardiomiopatia restrittiva – aveva richiesto l’impianto di un cuore artificiale doppio, sia per il ventricolo destro che per quello sinistro. Il cosiddetto Cuore di Berlino è il dispositivo più utilizzato in età pediatrica per pazienti di basso peso in attesa di trapianto: si tratta di un cuore artificiale paracorporeo che mentre assicura la sopravvivenza del paziente non ne consente però la dimissione a casa.

Ecco il perché della lunga permanenza del ragazzo operato in ospedale dove ha potuto frequentare anche la scuola in prima media.

Tra la notte di lunedì 6 aprile e quella di mercoledì 8, il gruppo del prof. Marco Spada, responsabile della struttura complessa di Chirurgia epato-bilio-pancreatica e del Programma di trapianto di fegato, nell’ambito del Dipartimento chirurgico del Bambino Gesù, ha portato a termine due trapianti di rene e uno di fegato.

Il fegato è stato impiantato a una bambina di 1 anno, affetta da malattia metabolica, che attendeva in lista da circa 2 mesi. I due reni, invece, sono stati impiantati in un bambino di 3 anni affetto da displasia renale, in dialisi e in lista d’attesa da 4 mesi, e in un ragazzo di 13 anni già da un anno in lista di attesa per un secondo trapianto: una grave malformazione delle vie urinarie aveva richiesto un primo trapianto nel 2010 che purtroppo, dopo qualche anno, aveva perso funzionalità a causa di rigetto cronico.

“Nonostante la difficile situazione sanitaria causata dalla pandemia da COVID-19 – afferma il prof. Marco Spada – il nostro ospedale continua la sua attività di trapianto di organi, indispensabile per curare bambini gravemente ammalati. Questo grazie anche alla definizione di percorsi protetti, finalizzati a garantire la sicurezza dei bambini e degli operatori. I numerosi trapianti effettuati in questi giorni sono stati possibili grazie all’impegno straordinario di tanti chirurghi, clinici, anestetisti, rianimatori, infermieri, tecnici e personale ausiliario, autisti e personale amministrativo. Non è possibile elencarli tutti, ma a loro va tutto il merito oltre che la mia gratitudine”.

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