L’Azienda ospedaliera di Salerno dovrà versare una cifra pari a circa 1 milione e 200 mila euro alla moglie e ai quattro figli di un pensionato deceduto nel 2009 a causa di una trasfusione sbagliata

Il Tribunale di Salerno ha riconosciuto la responsabilità dell’Azienda ospedaliera del capoluogo di provincia campano per la morte di un pensionato di 75 anni, deceduto nel 2009 a causa di una trasfusione sbagliata. A darne notizia sono i legali della famiglia.  

A conclusione di un iter giudiziario iniziato nel 2011, alla moglie e ai quattro figli del defunto è stato riconosciuto un danno non patrimoniale e da perdita del rapporto parentale complessivamente pari a circa un milione e 200 mila euro.

L’uomo – come ricostruisce il quotidiano il Mattino – era stato sottoposto a un intervento chirurgico per una protesi all’anca. Dopo l’operazione si era resa necessaria una trasfusione di sangue.

Ma a causa di un fatale errore gli venne somministrato il plasma destinato a un altro paziente, che aveva lo stesso cognome ed era ricoverato in un altro reparto dello stesso nosocomio.

La vittima – in base a quanto appurato dai successivi accertamenti – morì, dopo sei ore di agonia, a causa di un grave shock emofiliaco determinato da una reazione acuta causata dalla trasfusione di sangue di gruppo non compatibile.

Il personale sanitario, accorgendosi che le sacche erano state invertite, riuscì fortunatamente a bloccare la somministrazione della trasfusione al paziente omonimo, scongiurando così una duplice tragedia.

Il Tribunale ha quindi accolto la pretesa risarcitoria avanzata dai parenti. La somma determinata dal Giudice – fanno sapere gli avvocati che hanno seguito il procedimento -dovrà essere corrisposta in via diretta dall’Azienda ospedaliera che, costituendosi in giudizio, ha confermato di non essere provvista di copertura assicurativa a garanzia di tali rischi.

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