La Corte di Cassazione conferma la responsabilità civile dei medici per la morte di un paziente a causa di tromboembolia non diagnosticata. La sentenza ribadisce l’importanza del giudizio controfattuale e del corretto accertamento della causalità omissiva nel processo civile, sottolineando che misure salvifiche tempestive, come l’eco-doppler e la terapia anticoagulante, avrebbero potuto evitare l’exitus. Questo caso chiarisce l’applicazione del principio del “più probabile che non” nella responsabilità medica e offre un riferimento fondamentale per la giurisprudenza civile in materia di omissioni terapeutiche (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 17 settembre 2025, n. 25481)
I fatti
Cinque medici vengono tratti a giudizio penale “per avere, quali sanitari in servizio presso il reparto di medicina dell’ospedale di Casarano, avvicendatisi nella prestazione di attività sanitaria terapeutica in favore del paziente ricoverato presso…





