Se fosse il sistema immunitario a reagire contro i tumori? Quella che può sembrare fantascienza, invece, potrebbe essere realtà almeno per quanto riguarda uno dei tumori più difficili da sconfiggere: il tumore alla mammella.  Come sarà possibile rimettere in moto le difese naturali dell’organismo messe in ginocchio dalle cellule cancerose? La risposta potrebbe risiedere nell’oncoimmunoterapia.

Proprio l’oncoimmunoterapia sarà l’argomento centrale del convegno internazionale sul tumore al seno, intitolato Meet the professor, che si terrà a Padova fino al 12 settembre. Il congresso, giunto ormai alla sua undicesima edizione è stato organizzato dall’Accademia Nazionale di Medicina ACCMED.

“L’oncoimmunoterapia – spiega Pierfranco Conte, coordinatore della Breast Unit dell’Istituto Oncologico Veneto IRCCS e direttore dell’Oncologia Medica all’Università’ di Padova –  sembra particolarmente promettente proprio verso quei tumori al seno più aggressivi: gli HER2+ e i Tripli negativi”.

In un’ intervista rilasciata all’Agi, Conte spiega che “ sono proprio i tumori più mutati o capaci di mutare e quindi i più difficili quelli che meglio vengono riconosciuti dal sistema immunitario, se adeguatamente aiutato dalle nuove terapie”.

Ma in cosa consistono queste terapie? Queste nuove cure –  per ora in via sperimentale –  agiscono sul recettore PD1, la proteina che regola il sistema immunitario.

In questo modo, secondo Conte, “la terapia immune è duratura nel tempo e il sistema immunitario diventa capace di controllare il tumore molto a lungo”.

La riduzione del cancro con trattamento immunoterapico è stata rilevato da due importanti studi. Il primo, presentato lo scorso dicembre, da un’equipe di ricercatori provenienti da tutto il mondo (americani, israeliani e belgi) prevedeva l’uso pembrolizumab in 32 pazienti con tumori al seno triplo negativi in stato avanzato.
Il secondo studio, presentato 5 mesi fa da ricercatori francesi e americani, si avvale di una sostanza detta MPDL3280A in 54 pazienti con tumori al seno triplo negativi metastatici. Nel primo caso la risposta positiva è stata riscontrata nel 18,5 % dei casi; nel secondo, invece, nel 19 %.


Sui test tumorali abbiamo sentito la nostra esperta in genetica medica e forense, Marina Baldi. 

Dott.ssa Baldi, da genetista cosa ci sa dire su questi test?

I test tumorali sono di predisposizione. Questa predisposizione è però difficile  scoprirla, per esempio, nel caso di un tumore midollare alla tiroide  dove la mutazione genetica del gene RET è ben specifica. Nel caso di cancro alla mammella, se c’è una mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2 il rischio di ammalarsi è di circa 80 volte superiore rispetto alla popolazione generale. Quando si fanno questi test di predisposizione  la cosa importante da fare è analizzare prima un ammalato. Innanzitutto perché se ci sono mutazioni si possono andare a cercare anche negli altri parenti. Poi, se facciamo questo test ai pazienti non ammalati si corre il rischio che se il paziente è negativo lo si tranquillizza “cautelativamente” e magari proviene da una famiglia che ha una mutazione su altri geni.
Quanto sono affidabili questi test?
L’affidabilità del test è ottima, è del 100%.
Genetica e tumori: come siamo messi con la ricerca?
Non c’è ancora molto. Si conoscono alcune mutazioni e man mano che passa il tempo se ne conoscono sempre di nuove.  Un passo avanti lo abbiamo fatto con la Next Generation Sequencing, una nuova tecnica di analisi che permette un quadro completo delle anomalie genetiche.
 
 

1 commento

  1. Carissimi ricercatori sbrigatevi la gente muore e le faglie distrutte la chemioterapia attuale non è altro che un lecito delle case farmaceutiche di uccidere e farsi sborsare tanti soldini per vendere un pò d’acqua santa avvelenata. Quella dell’immunoterapia io l’avevo intuito tretadue Anni fà quand’ero ancora uno studente in medicina; non fatevi intimidire da chi comanda e ci sfrutta perchè illecitamente fregano soldi ed uccidono gonfiando i loro portafoglii come gli armatori che acccendono le guerre. Sono convintissimo che già la scoperta c’è ma è rimasta volutamente segregata per non ledere gli interessi economici di questo barbario sfruttamento sociale ed umano ;pensateci pubblicate le vostre scoperte su facebook cosi non possono arrestare la scoperta scientifica e vedrete che qualche giusto farà oro umano delle vostre ricerche e studi grazie dot di nanno,

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