Avviata anche una causa civile per il risarcimento dei danni subiti dalla donna, ustionata in albergo a causa della temperatura dell’acqua del bidet

Era finita in ospedale dopo essersi ustionata in albergo, utilizzando il bidet del bagno. A causa di quell’incidente, la donna, insegnante originaria della provincia dell’Aquila, avrebbe avuto difficoltà a gestire le proprie quotidiane attività per un mese.

Il fatto – riportato da Repubblica – risale all’agosto del 2018. La turista, che si trovava in vacanza in Salento con la famiglia, era stata ricoverata nel nosocomio di Tricase, in provincia di Lecce, dove i medici l’avevano dimessa con una prognosi di 20 giorni.

Tornata in Abruzzo, la signora aveva deciso di sporgere denuncia sull’accaduto la Procura del capoluogo di provincia pugliese, competente territorialmente, aveva aperto un fascicolo sul caso. L’inchiesta è sfociata nel rinvio a giudizio del legale rappresentante della struttura ricettiva, accusato di lesioni in quanto responsabile di non aver tarato adeguatamente la temperatura dell’acqua sanitaria erogata dall’impianto che raggiungeva un valore compreso tra i 66 e i 76,2 gradi centigradi.

Una tesi contestata dalla difesa che mira invece a dimostrare come il titolare dell’hotel abbia agito nel pieno rispetto della normativa; secondo i legali dell’imputato, in particolare, le valvole erano correttamente installate e l’acqua veniva irrogata rispettando i parametri di legge.

Nei giorni scorsi si è svolta davanti al Giudice di Pace di Ugento la prima udienza del procedimento, nel quale la danneggiata non si è costituita parte civile.

Parallelamente è stato avviato presso il Tribunale di Sulmona un giudizio in sede civile per definire l’eventuale risarcimento. Infatti, secondo quanto denunciato, la donna  non avrebbe potuto riprende la sua attività scolastica; inoltre, successivamente sarebbe stata costretta a fermarsi nuovamente in quanto all’altezza dell’ustione si era formato un ascesso che l’aveva costretta a un nuovo passaggio in ospedale. Nello specifico, nel mese di ottobre, aveva dovuto subire un’incisione per drenare il pus con la prescrizione di dieci medicazioni per un totale di 30 giorni di prognosi.

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