Non risponde dell’infrazione di accesso non consentito in ZTL il conducente che ha agito in buona fede, “ingannato” dalla cartellonistica equivoca e poco chiara

La vicenda

Il ricorrente aveva impugnato dinanzi al Giudice di Pace di Olbia tre verbali di contestazione per violazione dell’art. 7 commi 9 e 14 Codice della strada, in materia di accesso in zone a traffico limitato (ZTL).

A sostegno della predetta impugnazione, il conducente aveva dedotto: a) la violazione degli spazi minimi di avvistamento della cartellonistica e il mancato posizionamento nel rispetto delle distanze previste per legge; b) l’equivocità per indeterminatezza del precetto “varco attivo” e “varco non attivo”.

Quanto al primo punto il giudice di pace di Olbia (sentenza n. 372/2019) ha chiarito che contrariamente a quanto dedotto dall’Ente convenuto, non è vero che il codice della strada non contempli né disciplini le distanze minime da tenere in sede di apposizione della “doppia” segnaletica di preavviso, men che meno che lasci alla “discrezionalità dell’Ente” l’individuazione di tale dato.

Il regolamento di esecuzione e attuazione del codice della strada contiene espresse disposizioni in tema di cartellonistica di preavviso e di distanze. La materia trova la sua disciplina in via generale, agli articoli 127, rubricato appunto “Segnali di preavviso”.

Tale disciplina trova evidente applicazione anche solo in via analogica, alle ipotesi della segnaletica di preavviso relativa alla individuazione delle zone a traffico limitato.

Secondo il citato quadro normativo, ai fini della regolare apposizione della cartellonistica di preavviso indicante la presenza di una zona a traffico limitato, in ambito urbano e tenuto conto della velocità di percorrenza (50 km/h) prescritta per tale tipologia stradale (e ove la medesima cartellonistica contempli altresì le differenti vie al fine di procedere secondo le previste “vie di fuga”) essa, deve essere posizionata a una distanza non inferiore a 60 metri.

Il Comune, sul quale ricadeva il relativo onere della prova, non aveva fornito prova della regolarità della cartellonistica al tempo dell’invocata infrazione nei confronti del ricorrente; ciò ha impedito al giudice di pace di accertare la responsabilità del conducente, dovendo pertanto, dichiarare l’illegittimità delle contestazioni impugnate.

Erronea interpretazione della segnaletica indicante la scritta “varco attivo”

Nessun addebito è stato contestato al ricorrente anche sotto il profilo dell’imputabilità soggettiva, in forza della incomprensibilità ovvero dell’evidente equivocità del precetto di divieto di accesso alla ZTL contenuto nella cartellonistica elettronica.

Secondo il Giudice di pace il conducente aveva agito in buona fede e in ogni caso aveva posto in essere quel comportamento senza alcuna intenzione di commettere una infrazione.

Non è insolito che la frase “Varco attivo” venga erroneamente intesa dagli utenti stradali nel senso di accesso consentito (ove invece essa vuol diversamente significare vietato l’accesso) e di converso l’espressione “Varco non attivo” venga interpretato generalmente nel senso di divieto di accesso (ove invece è consentito il libero accesso alla ZTL).

Un legittimo fraintendimento

Le ragioni di tale fraintendimento risiedono nel fatto che “attivo” viene solitamente interpretato “in funzione di azione”, cosicché il significato di “varco attivo” viene inteso comunemente come varco in funzione, ovvero passaggio aperto e quindi consentito.

Ebbene tali fraintendimenti dovrebbero rendere legittimamente non operativo e inefficace il comando in esso contenuto proprio perché carente di una formulazione oggettivamente chiara e precisa.

In merito, la sentenza della Cassazione n. 13610 dell’11 giugno 2007 ha precisato che “l’esimente della buona fede, applicabile anche alla l. n 689/1981, rileva come causa di esclusione della responsabilità amministrativa, al pari di quanto avviene per la responsabilità penale, in materia di contravvenzioni, solo quando sussistano, come nel caso di specie, elementi positivi idonei a ingenerare nell’autore della violazione il convincimento della liceità della sua condotta e risulti che il trasgressore abbia fatto di tutto per conformarsi al precetto di legge”.

Le indicazioni del Ministero dei Trasporti

A tal proposito il Ministero dei Trasporti con nota prot. n. 5050 del 28 giugno 2018, proprio al fine di assicurare comprensione e maggiore trasparenza per tutti gli utenti stradali, ha previsto che il pannello a messaggio variabile deve riportare le seguenti diciture: – “ZTL ATTIVA” quanto è vigente il divieto; – “ZTL NON ATTIVA” quando non è vigente il divieto. E, nel caso in cui la tecnologia utilizzata lo consenta la dicitura “ZTL ATTIVA” deve essere riportata di colore rosso; – “ZTL NON ATTIVA” deve essere riportata di colore verde.

La redazione giuridica

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