Sono state annullate le molteplici multe per passaggio non autorizzato in ztl, perché la cartellonistica non consentiva all’utente della strada di percepire la presenza del relativo divieto, a causa della eccessiva prossimità del segnale all’apparecchiatura elettronica di rilevamento

La vicenda

La ricorrente conveniva in giudizio il Comune di Cosenza per sentir pronunciare l’annullamento dei verbali di accertamento per carenza di segnaletica del divieto di accedere ai varchi della zona a traffico limitato ed inidoneità della stessa, in quanto non posta a distanza adeguata dal luogo in cui era posto il dispositivo di rilevazione automatica.

Il Giudice di Pace di Cosenza (sentenza n. 1574/2019) ha accolto il ricorso perché fondato. A tal fine è stato ribadito che “i segnali devono essere visibili, rispettosi di tutte le caratteristiche prescritte, posti a una distanza minima di m. 80 dalla zona interessata (art. 79 reg. att. CdS) e percettibili dall’utente della strada anche in relazione alla velocità consentita”.

Ebbene, dal materiale probatorio allegato al giudizio era emerso che la cartellonistica apposta sui luoghi in cui erano state accertate le asserite violazioni erano tali da rendere disagevole per l’automobilista la possibilità di individuare la presenza della zona a traffico limitato poiché, a causa della eccessiva prossimità del segnale di avvertimento alla apparecchiatura elettronica di rilevamento (30 metri ed in altri casi 20 metri), il conducente anche nell’ipotesi in cui fosse riuscito a percepire la presenza del relativo divieto, non avrebbe avuto né il tempo adeguato per individuare il punto esatto in cui iniziava il rilevamento della delimitazione del traffico, né lo spazio per retrocedere e/o arrestare il proprio transito (senza peraltro essere un pericolo per gli altri utenti della strada) così da evitare di soggiacere alla sanzione prescritta. 

Varco attivo/non attivo

Tra le altre considerazioni inerenti la inidoneità della segnaletica verticale, l’adito giudice ha anche rilevato che la dicitura “controllo elettronico degli accessi con varco attivo” oltreché presente con parametri dimensionali insufficienti, non era esatta. Ed invero, è stato giustamente osservato che non sono i varchi, cioè i “passaggi” ad essere attivi o non attivi (eventualmente si sarebbero potuti definire come “aperti” o “chiusi”), ma gli strumenti di controllo dei varchi stessi.

Sarebbe stato corretto, invece, adottare sul display adiacente le telecamere la dicitura “accesso solo autorizzati” o “accesso libero”, accanto alle telecamere.

Per tutti questi motivi il ricorso dell’utente della strada è stato accolto e annullata la serie di verbali di accertamento elevate a suo carico.

La redazione giuridica

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