Ecografia mammaria e abusi, la Cassazione sul confine tra atto medico e violenza sessuale

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La Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sul delicato confine tra atto medico e violenza sessuale nel caso specifico ecografia mammaria e abusi (art. 609-bis c.p.), ribadendo che il mero richiamo al rispetto dei “protocolli scientifici” non giustifica il professionista se le modalità esecutive della visita denotano un inequivocabile sconfinamento nella sfera sessuale del paziente (Corte di Cassazione, terza penale, sentenza 17 giugno 2026, n. 22429).

Il caso: ecografia mammaria, palpeggiamenti e abusi

La vicenda trae origine dalla condanna in primo e secondo grado di un medico radiologo per il reato di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità (artt. 609-bis, comma 1, e 61 nn. 5, 8 e 11 c.p.).

Secondo le conformi sentenze di merito, durante una visita senologica di controllo su una paziente precedentemente operata per carcinoma mammario, il medico aveva costretto la donna a subire atti sessuali. Nello specifico, l’imputato aveva richiesto alla paziente di mettersi in piedi, tirandola a sé con forza, annusandole il collo, palpando il seno a mani nude con reiterati…

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