Accolto il ricorso di un automobilista che si era opposto a un verbale per eccesso di velocità in cui non veniva indicata la taratura periodica dell’autovelox

Con l’ordinanza n.11776/2020 la Cassazione si è pronunciata sul ricorso di un’automobilista che si era visto rigettare dai Giudici del merito l’opposizione al verbale di contestazione di una contravvenzione elevata, ai sensi dell’art. 142 comma 8 C.d.S., per violazione dei limiti di velocità rilevata tramite autovelox.

Il ricorrente, in particolare, eccepiva la violazione della normativa, nazionale e internazionale, che prevede la taratura periodica per le apparecchiature di rilevazione della velocità e l’indicazione nel verbale delle medesime. Al contempo eccepiva che il Tribunale, pronunciandosi in sede di appello, avesse riconosciuto rilevanza probatoria alla generica attestazione “debitamente omologata e revisionata” apposta dai verbalizzanti in relazione all’obbligo circa la taratura ed omologazione dell’apparecchio elettronico di rilevazione. A suo dire, infatti, detta attestazione, priva di alcuna indicazione in merito alla omologazione ed alla data della prescritta verifica periodica dell’apparecchiatura come disposto dall’art. 45, comma 8, del C.d. S., non sarebbe sufficiente ai fini dell’affidamento sul regolare funzionamento della strumentazione utilizzata e non porrebbe, come erroneamente sostenuto nel provvedimento impugnato, l’onere in capo all’opponente di fornire la prova dell’asserito malfunzionamento.

La Suprema Corte ha ritenuto effettivamente di aderire alle argomentazioni proposte, cassando la sentenza impugnata e rinviando il caso al Giudice di secondo grado per un nuovo esame.

Gli Ermellini hanno specificato che la dicitura secondo la quale l’apparecchiatura era “debitamente omologata e revisionata” non soddisfaceva le esigenze di affidabilità dell’omologazione e della taratura individuate dalla Corte costituzionale nella sentenza additiva n. 113/2015 alla base della declaratoria di incostituzionalità dell’articolo 45 comma 6 C.d. S. nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e taratura.

La Cassazione ha chiarito, infatti, successivamente alla richiamata declaratoria di incostituzionalità, che tutte le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura, e che in caso di contestazioni circa l’affidabilità dell’apparecchio il giudice è tenuto ad accertare se tali verifiche siano state o meno effettuate.

Pertanto, nel caso di specie occorreva fare applicazione di questo principio con conseguente necessità che il giudice procedesse a verificare la sussistenza o meno di dette verifiche, non potendo ritenersi sufficiente l’annotazione apposta dai verbalizzanti che sul punto non era coperta da fede privilegiata.

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