Avvocatessa 60enne morta nel 2016: la richiesta del pubblici ministeri è di riconoscere colpevoli alcuni sanitari del Sant’Orsola di Bologna

Avvocatessa 60enne morta: chiesta la condanna di cinque medici. Come riporta Il Resto del Carlino, i fatti risalgono al 18 aprile del 2016, giorno della morte della professionista bolognese. Un decesso ritenuto “evitabile”, si legge nell’esposto di figlio e marito della donna, che fece partire l’indagine, causato da una presunta sottovalutazione di un’infezione, con reiterati picchi febbrili, senza accertamenti mirati, né ricovero per una paziente immunodepressa e con altri fattori di rischio settico già noti. Le indagini affermano che la donna, a cui era stata diagnosticata una malattia neoplastica un anno prima, presentava un quadro clinico “nel complesso favorevole — si legge nel decreto di rinvio a giudizio del gup — con diagnosi che lasciava presagire un decorso della patologia ematologica molto lungo, pari o superiore a 10 anni di sopravvivenza, in considerazione dell’adeguato e tempestivo trattamento a base di cicli di chemioterapia cui la donna era abitualmente sottoposta”. Ma quando il 9 aprile 2016 la temperatura della donna si alzò, per “negligenza e imprudenza” – secondo il capo di imputazione – i cinque imputati avrebbero omesso il “riconoscimento e la valutazione clinica di una endocardite batterica, patologia infettiva collaterale e secondaria rispetto a una malattia neoplastica principale”. Allo stesso tempo, avrebbero omesso “il trattamento che tale complicanza infettiva avrebbe invece richiesto” e alla donna sarebbe stato rifiutato “il ricovero ordinario”. E così la 60enne morì in casa.

Nei giorni scorsi, nel processo che vede imputati cinque medici dell’istituto di Ematologia Seragnoli del Sant’Orsola, il pm Augusto Borghini ha chiesto due anni, per aver sottovalutato le cause che portarono alla morte dell’avvocatessa. I legali di parte civile hanno chiesto la condanna per tre dei medici, ritenendo minore la responsabilità degli altri due imputati. il giudice ha rinviato il processo al 20 gennaio per le repliche e la sentenza.

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