Il Sindacato medici italiani, nel corso di un convegno organizzato in Campania sul tema delle azioni violente contro i medici, ha ribadito la necessità si riconoscere lo status di pubblico ufficiale ai professionisti in servizio

“Se la legge contro quelle persone che si macchiano  di azioni violente contro i medici sta per essere approvata alla Camera è anche frutto dell’azione del coordinamento donne medico, che alcuni anni fa pose alle istituzioni l’urgenza di misure a tutela dei medici e soprattutto per le donne che esercitano la professione medica”. Così Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani, davanti ai duecento medici che hanno preso parte  al convegno del organizzato dall’Associazione a Torre Annunziata.

Onotri ricorda come in questi anni “abbiamo assistito a uno stillicidio”, con uccisioni e violenze, oltre al deterioramento del rapporto tra il medico e il paziente. Un problema che non ha risparmiato nessun ambito medico, dai Pronto Soccorso fino agli studi di medicina generale.

“La legge in discussione alla Camera – aggiunge Mario Iovane, Segretario Organizzativo Nazionale SMI – rappresenta una prima risposta al fenomeno, ma avremmo voluto misure ancora più stringenti”

Il riferimento, in particolare, è al riconoscimento ai professionisti in servizio (convenzionati e dirigenti) dello status di pubblico ufficiale.

“Ma su questo – assicura il rappresentante sindacale – continueremo la nostra battaglia. Il cammino per mettere fine al clima di violenza che investe i medici e il personale sanitario in tutto il territorio nazionale è ancora lungo”.

“La nostra azione sindacale – prosegue Iovane – nel  rappresentare l’interesse della categoria,  dovrà su questo terreno sviluppare ancora di più  un’iniziativa puntuale, a partire anche dalla Legge Bilancio che si appresta ad essere discussa in Parlamento.

“La nostra  discussione – conclude il segretario Onotri  – è stata molto utile, anche, per individuare soluzioni finalizzate a recuperare  il rapporto con l’utente/paziente, ormai deteriorato. Lo SMI continuerà il suo impegno  per tutelare l’esercizio delle professioni mediche e per garantire il diritto alla salute dei cittadini”.

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