Pubblicati i risultati del test per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria. La percentuale di idonei più alta è stata registrata a Udine (83,5%). Il punteggio più alto è stato conseguito presso l’Università Statale di Milano (82,4)

Sono disponibili sul sito www.universitaly.it – nell’area riservata ai candidati e nel rispetto delle norme per la protezione dei dati personali – i risultati del test per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e  Odontoiatria. I punteggi sono pubblicati in forma anonima.

I candidati che lo scorso 3 settembre hanno sostenuto la prova sono stati 60.776 (68.694 le domande pervenute). Gli idonei, quelli che hanno totalizzato i 20 punti minimi necessari per concorrere alla graduatoria nazionale e alla distribuzione dei posti disponibili, sono quest’anno 42.745, il 70,33% del totale.

I candidati hanno dovuto rispondere a 60 quesiti in 100 minuti. Il punteggio medio nazionale registrato tra gli idonei è di 35,23. Il punteggio medio più alto a livello di ateneo è di 39,12 a Pavia. La percentuale di idonei più alta è stata registrata a Udine (83,5%). Il punteggio più alto è stato conseguito presso l’Università Statale di Milano (82,4).

I primi 100 classificati sono concentrati in 22 atenei. Quelli con il maggior numero di candidati tra i primi 100 sono Milano-Bicocca (14), Bologna (14), Catania (10), Padova (10), Pavia (8).

I risultati nominali saranno pubblicati il 27 settembre nell’area riservata del portale Universitaly e la graduatoria nazionale di merito nominativa sarà pubblicata il primo ottobre.

Intanto proprio nelle scorse ore il neo Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti è tornato a parlare, in un’intervista al Corriere della Sera, di numero chiuso. “Si può andare verso un’abolizione graduale”, ha affermato. “C’è una legge in Parlamento. Ma prima servono fondi per le Università”.

Parole a cui ha replicato il Sindacato dei medici e dirigenti del Ssn, Anaao Assomed evidenziando come in Italia non manchino i medici ma gli specialisti. “Evitiamo di sprecare risorse pubbliche passando dall’imbuto formativo a quello lavorativo” ha sottolineato in una nota l’Associazione denunciando come “nei prossimi anni vi sarà un vero e proprio ‘SOS CARENZA SPECIALISTI: -17mila entro il 2025!”.
 

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