Un chirurgo e una nutrizionista sono indagati per il decesso di una messinese di 31 anni che si apprestava a sottoporsi a un intervento di bendaggio gastrico. Alla donna, che pesava 300 chili, sarebbe stato prescritto un regime alimentare propedeutico all’operazione a base di prodotti dimagranti

Aveva deciso di sottoporsi a un bendaggio gastrico per dimagrire. La ragazza, 31enne messinese che pesava 300 chili, è morta prima ancora di entrare in sala operatoria, lo scorso 2 ottobre.

In seguito al decesso, i familiari hanno deciso di rivolgersi alla magistratura per fare piena luce su quanto accaduto e verificare la sussistenza di eventuali responsabilità.

I dubbi riguardano in particolare le condotte del chirurgo che avrebbe dovuto eseguire l’operazione e quello di una nutrizionista alla quale, su consiglio dello stesso chirurgo, la paziente si sarebbe rivolta per una dieta propedeutica all’intervento.

Quest’ultima, in base a quanto denunciato dai parenti della vittima, senza mai visitare la donna, le avrebbe prescritto telefonicamente un regime alimentare a base di  “prodotti dimagranti” (posti sotto sequestro dalla polizia giudiziaria) tra cui barrette, integratori con edulcoranti, bustine e bevande.  

Alcuni giorni dopo l’inizio della cura, tuttavia, la giovane si sarebbe sentita male in casa e sarebbe morta nonostante l’intervento del personale del 118.

Entrambi i professionisti – come riporta Messina Today – sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura con l’ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso.

Il Pubblico ministero titolare del fascicolo ha inoltre conferito l’incarico a un medico legale per lo svolgimento dell’esame autoptico. Dagli accertamenti peritali si attendono risposte sulle cause della tragica scomparsa nonché sulla sussistenza di eventuali profili di colpa.

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