La vicenda ruota attorno a una diagnosi tardiva della frattura dello scafoide del polso sinistro, non individuata nei controlli successivi a un incidente stradale. La Corte d’Appello di Salerno ha accertato la responsabilità della struttura sanitaria per l’omessa tempestiva diagnosi e per la mancata immobilizzazione, ritenendo sussistente il nesso causale con l’aggravamento della lesione. Tuttavia, pur riconoscendo il danno non patrimoniale, ha escluso ogni personalizzazione del risarcimento (Corte d’Appello Salerno – sentenza 15 aprile 2025, n. 313).
Il caso
In data 9.11.2010 la vittima rimaneva coinvolta in un incidente stradale e veniva trasportata in ospedale. Alla dimissione viene formulata la diagnosi di contusioni multiple, prognosi di sette giorni ed esami Rx, compreso “polso-mano”.
Una settimana dopo (il 15.11.2010) il paziente si rivolgeva all’Ospedale “S. Maria della Speranza” di Battipaglia per la persistenza di dolori diffusi e deficit algico del polso sinistro, e veniva diagnosticato “trauma al rachide cervicale con sindrome vertiginosa, al rachide lombare, alla spalla ed al polso sn e trauma cranico, minima coccigodinia, dolore al tratto cervicale e contusione del rachide con mialgia alla palpazione dei paravertebrali e dei trapezi. Dolore riferito anche alla spalla ed al polso a sn con impegno funzionale. Riferite vertigini. Si consiglia uso del collare ortopedico ereggi braccio. Controllo il 29.11.2010”…





