Sono previsti sgravi contributivi Inps fino a 350 euro al mese per le cooperative sociali che assumono donne inserite in percorsi di protezione.

Una pregevole iniziativa quella prevista dal decreto del Ministro del lavoro 11 maggio 2018 pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale riguardante le donne vittime di violenze. Per chi le assume, infatti, sono previsti sgravi contributivi Inps fino a 350 euro al mese.

Un vantaggio non da poco per quelle cooperative sociali che intendono aderire all’iniziativa.

Le donne vittime di violenze potranno così beneficiare di un’agevolazione per l’inserimento nel mondo del lavoro.

Il decreto

Il provvedimento in questione prevede, nello specifico, per il triennio 2018, 2019, 2020 sgravi contributivi fino a 350 euro al mese. Questi saranno in favore delle cooperative sociali che assumono donne vittime di violenze di genere. La norma di fatto fissa un budget di un milione di euro all’anno e prevede che gli sgravi vengono riconosciuti in base all’ordine di presentazione delle domande da parte delle cooperative datrici di lavoro.

Nessuno sgravio è invece previsto per i premi e contributi Inail.

L’articolo 1 del decreto 11 maggio 2018 del Ministro del lavoro, in attuazione dell’art. 1, comma 220, della legge n. 205 del 27/12/2017, riconosce alle cooperative sociali di cui alla legge n. 381/1991 l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali fino a 350 euro al mese. Questo avverrà qualora – dal primo gennaio al 31 dicembre 2018 – esse assumano, con contratti a tempo indeterminato, “donne vittime di violenza di genere, inserite nei percorsi di protezione, debitamente certificati dai centri di servizi sociali del comune di residenza o dai centri anti-violenza o dalle case-rifugio.”

L’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali, che non riguarda premi e contributi Inail, è riconosciuto per il 2018, 2019, 2020 fino all’esaurimento del budget annuale di un milione di euro.

Requisiti per accedere agli sgravi contributivi

Per essere ammessi allo sgravio contributivo, le cooperative devono produrre per ogni assunzione i documenti che certificano “il percorso di protezione rilasciata dai servizi sociali del comune di residenza o dai centri anti-violenza o dalle case-rifugio”.

Il decreto, infine, prevede che le agevolazioni contributive siano riconosciute dall’Inps “in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande da parte delle cooperative sociali”.

Il tutto, ovviamente, nei limiti delle risorse fissate dal decreto di un milione all’anno.

 

 

Leggi anche:

QUANTO VALE IL LAVORO DELLE DONNE? CIRCA IL 41,6% DEL PIL ITALIANO

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui