Scoperta, tra Calabria e Campania, una presunta associazione per delinquere dedita alla truffa mediante l’organizzazione di finti corsi di Oss e Osss

Sei persone sono state arrestate ieri mattina dai Carabinieri del Nas di Napoli su ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Castrovillari. Si tratta di due dipendenti dell’Asp di Cosenza e di quattro imprenditori operanti nel settore degli Istituti di formazione professionali. Sono tutti accusati di far parte di una associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa e falso. In base all’ipotesi degli inquirenti avrebbero organizzato, negli anni 2015-2017, oltre 30 finti corsi di Oss e Osss (Operatore Socio Sanitario ed Operatore Socio Sanitario con formazione complementare), ingannando tantissime persone.

Gli arrestati si sarebbero avvalsi di una scuola professionale costituita ad Altomonte (Cosenza), denominata `Sud Europa´, risultata priva di qualsiasi accreditamento presso la Regione Calabria. Gli allievi dell’istituto, a cui venivano prospettati facili sbocchi lavorativi, pagavano circa 2mila euro per frequentare evanescenti corsi teorico-pratici.

La normativa nazionale prevede, per il conseguimento del diploma di Operatore Socio Sanitario, la frequenza di un corso almeno 1000 ore comprensive di 450 ore di tirocinio presso strutture sanitarie accreditate. Nel caso della scuola “Sud Europa”, invece, le indagini hanno acclarato che la didattica si limitava ad alcune lezioni che si tenevano inizialmente nei locali dell’ex ospedale di Trebisacce, sede lavorativa dei due dipendenti dell’Asp arrestati, poi presso un hotel dello stesso centro calabrese, con il fine di fornire ai corsi una parvenza di prestigio e ufficialità.

Solo alcuni degli studenti, quindi, svolgevano alcune ore di volontariato presso strutture socio-assistenziali dell’hinterland cosentino. Per molti altri, invece, la formazione pratica veniva data per assolta pur non avendo mai di fatto messo piede in una struttura sanitaria.

Al termine di tali percorsi formativi fittizi, gli indagati fornivano anticipatamente ai discenti le soluzioni alle domande dei test degli esami finali. Le prove si svolgevano a Napoli, dove gli allievi venivano accompagnati a mezzo di pullman noleggiati dalla stessa associazione, davanti alla commissione ufficiale della Regione Campania, completamente ignara del reale percorso formativo dei corsisti.

Il tutto era reso possibile dall’apporto degli imprenditori rappresentanti di due istituti di formazione regolarmente accreditati presso la Regione Campania, che provvedevano a inserire gli allievi calabresi negli elenchi dei propri corsi di “Oss” ed “Osss”, facendo risultare la frequenza delle lezioni teoriche presso le aule delle rispettive strutture nonché lo svolgimento dei periodi di tirocinio presso alcune case di cura del napoletano dove in realtà gli aspiranti operatori non sarebbero mai stati visti.

I militari hanno quindi avviato il sequestro di centinaia di titoli di studio ottenuti illegalmente, oltre che di un’ingente somma di denaro. Il giro d’affari prodotto, per il solo periodo oggetto d’indagine, ammonterebbe a oltre 570.000,00 euro.

Alla vicenda, infine, potrebbe essere collegato un episodio tragico, risalente a un’epoca antecedente l’inizio delle indagini.

In base a quanto rivelato nel corso di una conferenza stampa sull’operazione dal colonnello Vincenzo Maresca, comandante dei Nas di Napoli, uno dei giovani che avevano partecipato ai corsi, disoccupato da anni, si sarebbe tolto la vita.

Il Procuratore della Repubblica di Castrovillari ha precisato al riguardo che sono in corso accertamenti per verificare l’ipotesi di un’istigazione al suicidio. Gli inquirenti, in altri termini, vogliono verificare se l’estremo gesto sia legato alla scoperta del ragazzo di essere stato vittima di una truffa, con la conseguenza che tutto l’impegno profuso per ottenere il titolo professionale era stato inutile.

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