La Corte di Cassazione annulla la sentenza che si basava esclusivamente sull’esame del sangue per accertare la guida sotto effetto di stupefacenti dell’automobilista al momento del sinistro. È necessario valutare l’effettiva attualità degli effetti della sostanza al momento della guida (Corte di Cassazione, IV penale, sentenza 4 luglio 2024, n. 26280).
La vicenda
La Corte di appello di Caltanissetta ha confermato la pronuncia con la quale in data 11/01/2023 il Tribunale di Enna aveva dichiarato M.G. non punibile per particolare tenuità del fatto in relazione all’imputazione del reato previsto dall’art. 187, commi 1 e 1-quater, CdS per essersi posto alla guida il giorno 7/7/2020 di un’autovettura in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti.
L’automobilista propone ricorso per cassazione censurando la sentenza per violazione e falsa applicazione degli artt. 187 CdS, 533 e 530 cpp, per avere i Giudici di merito desunto l’attualità dello stato di alterazione dall’accertamento svolto mediante analisi ematiche. Con una seconda censura lamenta il rigettato dell’istanza di perizia medico-legale al fine di accertare l’epoca dell’assunzione dello stupefacente ai fini del giudizio circa l’attualità dello stato di alterazione psicofisica al momento della guida.
Per la Corte di Appello l’esame del sangue era sufficiente per confermare la guida sotto effetto di stupefacenti
La Corte di Appello ha confermato il primo grado circa la particolare tenuità del fatto non accedendo ai motivi di appello tendenti all’assoluzione dell’imputato in quanto, in presenza di un accertamento svolto su angue, ha ritenuto che dal punto di vista tossicologico fosse stato acquisito un sufficiente margine di certezza circa l’attualità degli effetti dell’alterazione determinata dall’assunzione di sostanze stupefacenti, differenziando il valore probatorio del prelievo del sangue rispetto al valore da attribuire all’accertamento svolto sulle urine. La Corte ha, poi, sottolineato come la causazione del sinistro componesse un quadro fattuale ampiamente dimostrativo della condotta di guida in stato di alterazione da uso di sostanze stupefacenti, ritenendo per tale motivo superfluo ogni ulteriore accertamento.
Il ragionamento è errato.
È necessario accertare l’attualità dell’alterazione psicofisica da stupefacenti al momento della guida
Presupposto dell’applicabilità della causa di non punibilità prevista dall’art.131 bis cpp è che non si possa pervenire all’esito assolutorio nel merito. Ma, considerato che per la configurabilità della condotta penalmente rilevante ai sensi dell’art.187 CDS è necessario accertare l’attualità dell’alterazione psicofisica da stupefacenti al momento della guida, il giudice di merito ha ritenuto di non poter pervenire al proscioglimento nel merito sulla base di un dato probatorio, la concentrazione dei metaboliti di sostanza stupefacente rinvenuti nel sangue, che ha fornito, come letteralmente affermato dalla Corte territoriale, “un sufficiente margine di certezza circa l’attualità dell’alterazione”.
I Giudici di Appello hanno fondato il proprio ragionamento sull’ esito del prelievo del sangue, desumendo lo stato di alterazione fisica e psichica in cui versava l’imputato al momento del sinistro da tale esito e dal coinvolgimento in un sinistro stradale, trascurando che, secondo orientamento interpretativo consolidato della Corte di legittimità, unitamente all’esito delle analisi sui liquidi biologici è necessario accertare l’effettivo (e attuale) stato di alterazione idoneo a compromettere l’idoneità alla guida.
La Cassazione annulla la decisione con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Caltanissetta per nuovo giudizio.
Avv. Emanuela Foligno





