Il Gip di Trento ha chiesto a un collegio peritale di pronunciarsi sulla sussistenza di eventuali responsabilità per le lesioni riportate da una 22enne a causa di un ictus non diagnosticato
Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Trento ha disposto una perizia per accertare la sussistenza di eventuali responsabilità sanitarie in relazione a quanto accaduto a una giovane 22enne che ha riportato lesioni gravissime a causa di un ictus non diagnosticato .
I fatti – riportati dall’Adige – risalgono all’estate del 2020. La ragazza, non sentendosi bene, il 21 agosto era stata portata dai genitori in ospedale, a Cles, dove era stata sottoposta a una Tac che, tuttavia, non aveva evidenziato particolari problemi. Nonostante il peggioramento delle sue condizioni mentre ancora si trovava nella struttura sanitaria, i medici – in base a quanto ricostruito dagli inquirenti – avrebbero collegato tale sintomatologia a un quadro di natura psichiatrica. Da li la decisione di trasferire la paziente nel nosocomio Santa Chiara di Trento dove tuttavia le terapie somministrate non avevano sortito gli effetti sperati. Anche da una seconda Tac, eseguita il 23 agosto, non sarebbero emerse anomalie. Solamente una risonanza magnetica, eseguita il 24 agosto, aveva invece evidenziato il danno provocato dall’ictus, ovvero una trombosi aortica basilare.
La consulenza richiesta dal Gip dovrà quindi chiarire se effettivamente il caso fosse difficilmente riconoscibile oppure se vi siano state delle negligenze da parte di chi ha avuto in cura la 22enne nel suo percorso clinico. Agli esperti incaricati, in particolare, viene chiesto di pronunciarsi – riferisce ancora l’Adige – sull’attuale stato di salute della ragazza, nonché sulle cause della malattia e sulle linee guida applicabili al caso. Inoltre, si chiede loro di valutare la tempistica e la correttezza delle condotte delle persone coinvolte secondo i criteri di diligenza e prudenza. Un ultimo quesito riguarda, infine, la sussistenza di un eventuale ritardo nella diagnosi di malattia o altra condotta colposa che ne abbia provocato un aggravamento.
In vista delle operazioni peritali, sono stati iscritti nel registro degli indagati i nomi di 13 operatori sanitari, tra medici e infermieri, al fine di consentire loro la nomina di propri consulenti per partecipare agli accertamenti.
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