Concorso infermieri per il Policlinico di Milano, ieri la prova selettiva con 45 domande “fatte apposta per scremare il più possibile” i candidati

7 mila infermieri candidati per 10 posti disponibili. Sono le cifre assurde dell’ultimo concorso riservato alla categoria. La Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano ha indotto un concorso per la copertura di dieci posti di “collaboratore professionale sanitario infermiere” (categoria D – Fascia Iniziale) a tempo indeterminato e a tempo pieno.
Visto il grande numero di partecipanti è stato affittato il Parco esposizioni di Novegro per la prova e gli infermieri candidati sono stati divisi in te gruppi di circa 2700 persone. Arrivati da tutta Italia, in prevalenza donne, variano dai giovanissimi appena laureati alle prese con il primo concorso, ai veterani dei bandi con all’attivo molte prove. C’è anche chi è già assunto ma a tempo determinato in strutture private o pubbliche e spera nel salto di qualità e anche infermieri con il contratto a tempo indeterminato che tentano il concorso per ottenere il trasferimento, spesso negato per carenza di personale.
50 minuti di tempo e 45 domande a risposta multipla, è questo lo scoglio della prova preselettiva da superare per rientrare nei 3000 candidati che a settembre faranno le tre prove concorsuali: una prova scritta, una pratica e una orale. Il 19 giugno prossimo i risultati del test preselettivo.
Abbiamo raggiunto al telefono due infermiere romane che hanno tentato il concorso. Ci confermano l’ottima organizzazione logistica e temporale del concorso sottolineando che i test “sono stati tutti aperti insieme, limitando i tempi di attesa di ogni gruppo”. Al contempo però evidenziano delle difformità con gli altri concorsi a cui hanno partecipato, tra gli altri Trieste Bologna Bari e Brescia. “A differenza degli altri concorsi, in cui nella fase preliminare il test era composto prevalentemente da domande di cultura generale e logica, in questo test prevalevano le domande tecnico-infermieristiche”. “Fatte apposta per scremare il più possibile gli infermieri candidati, vista l’ottima posizione offerta”. Il numero degli iscritti non le ha però sorprese, “in altri concorsi c’erano anche molti più infermieri candidati”, ma ci confermano l’eccezionalità di questo concorso per il numero esiguo di posti e la posizione offerta.
La posizione oggetto del bando corrisponde alla categoria esatta d’inquadramento del “collaboratore professionale sanitario infermiere”, ossia la categoria D. In altri concorsi, come ci spiegano le due infermiere intervistate, si prevedeva l’inquadramento di infermieri in classe C1, una classe inadeguata e più bassa rispetto alla D, per riconoscimento professionale e fascia retributiva. La classe D, che prevede 5 sottoclassi, nella fascia iniziale prevede una retribuzione minima di 1300 netti più indennità per i turni notturni e il rischio professionale, con variabili per ogni struttura sanitaria.

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