Chiesto il processo per due medici accusati di responsabilità colposa in ambito sanitario in relazione al decesso di una neonata morta per un’infezione placentare due giorni dopo il parto

La Procura di Venezia ha chiesto il rinvio a giudizio di due medici, un ginecologo e un esperto in morfologia neonatale, finiti sotto inchiesta per il decesso di una neonata, venuta alla luce nel gennaio del 2017 all’ospedale di Mestre e morta a distanza di due giorni a causa di una infezione placentare nel nosocomio di Padova, dove era stata trasferita d’urgenza dopo il parto.

I professionisti sono accusati di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario e ora dovranno comparire davanti al Giudice per l’udienza preliminare. Per l’accusa, infatti, la tragica scomparsa della piccola sarebbe stata conseguenza di un loro errore.

In particolare – secondo l’ipotesi del sostituto procuratore titolare del fascicolo, riportata dal Gazzettino – i camici bianchi avrebbero sottovalutato l’esito di un’ecografia ostetrica eseguita a Milano dalla gestante, rimasta incinta a seguito di procreazione assistita, il cui esito fu loro sottoposto tra luglio e agosto del 2016.

L’esame avrebbe evidenziato il sospetto di inserzione velamentosa del cordone ombelicale che – a detta del perito incaricato dalla magistratura – avrebbe reso necessario attuare un monitoraggio continuo, nonché anticipare il parto.

Nello specifico – riferisce sempre il Gazzettino – al ginecologo viene contestato di non aver approfondito quanto rilevato dalla collega milanese, nonostante la paziente si fosse fatta visitare da lui diverse volte privatamente prima del parto. Al secondo indagato, invece, viene addebitato di non aver rilevato nulla di anomalo al momento della visione del referto dell’ecografia a cui la donna si era sottoposta nel capoluogo lombardo.

Le conclusioni avanzate dalla Procura veneziana sono state confutate dalla difesa dei due camici bianchi, il cui consulente ritiene, invece, che non sarebbe stato commesso alcun errore. Il Gup ha quindi deciso di affidarsi a un consulente di ufficio e ha rinviato l’udienza a giugno per l’affidamento dell’incarico.

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