L’Inail non contesta la dinamica del sinistro, ma contesta che la malattia denunciata si ponga in rapporto di causalità con il predetto evento, costituendo, piuttosto, a suo dire, malattia comune (Tribunale di Roma, Sez. III Lavoro, Sentenza n. 8980/2021 del 02/11/2021-RG n. 26463/2020)

Il lavoratore si rivolge al Giudice del Lavoro chiedendo di: “a) accertare e dichiarare che l’infortunio occorso al ricorrente in data 17.5.2 018 è avvenuto a causa ed in occasione di lavoro; b) dichiarare il diritto del ricorrente all’indennità temporanea per il periodo di inabilità assoluta al lavoro dal 21.5.2018 (quarto giorno successivo alla data dell’infortunio) al 12.8.2018, ovvero per il diverso periodo che risulterà di giustizia; c) accertare e dichiarare il diritto del ricorrente all’indennizzo in capitale, ai sensi del D. Lgs. N. 38/2000, commisurato alla menomazione dell’integrità psico-fisica riportata, pari o superiore al grado dell’8% e comunque non inferiore al grado indennizzabile del 6%.

Deduce che, dal 4 Agosto 1981, svolgeva attività lavorativa alle dipendenze dell’Azienda Ospedaliera con qualifica di Collaboratore Professionale Sanitario Infermiere Esperto e mansioni di Capo Sala, addetto al servizio “Trasporto Infermi”; che le sue mansioni consistevano nel coordinamento e nella programmazione del servizio inerente le visite specialistiche dei pazienti dell’Ospedale all’interno dei vari presidi medici presenti nel nosocomio, nonché nel supporto agli infermieri e barellieri da lui coordinati, dovendo dunque egli stesso provvedere ad accompagnare e fornire assistenza ai pazienti dei vari reparti per esami strumentali o visite specialistiche da effettuare in altri presidi o reparti dell’Ospedale.

Il giorno 17.5.2018, alle ore 13,00 circa, durante l’orario di servizio, mentre attendeva alla sua ordinaria attività lavorativa di infermiere/caposala presso la sua postazione di lavoro, era intervenuto per accompagnare un paziente che doveva rientrare al reparto di degenza al piano terra dopo aver effettuato un esame specialistico strumentale in P.S..

Dopo avere riaccompagnato il paziente alle ore 13,20 circa, nel salire le scale al fine di rientrare nella sua postazione lavorativa al I piano, aveva accidentalmente poggiato male sul gradino il piede destro, il quale era scivolato repentinamente e violentemente sul gradino inferiore; sicché tutto il peso del corpo dunque era improvvisamente gravato solo su tale piede, il quale si era torto con violenza; che aveva avvertito un immediato e lancinante dolore alla caviglia destra.

Al P.S. veniva evidenziato edema e segni di sospetta lesione intraparenchimale del t. d’Achille dx alla giunzione muscolotendinea “; che l’esame ecografico aveva documentato: “…il tendine di achille presenta dimensioni aumentate misurando DAP di 19 mm ed ecostruttura ipocogena rispetto alla norma per tendinosi avanzata. In corrispondenza della porzione prossimale del tendine a circa 4 cm dall’inserzione calcaneare si osserva un’area ipoecogena interessante al porzione dorsale del tendine del diametro di 10 mm. In tale punto la compressione manuale e della sonda ecografica provoca intenso dolore ed il reperto appare riferibile a rottura parziale tendinea”, con conseguente diagnosi di “rottura parziale intraparenchimale t. di achille dx” con prognosi iniziale di giorni 20 s.c., poi prolungata sino al 23.7.2018 ed infine sino al 12.8.2018.

L’Inail, esaminata la dinamica del sinistro decretava: “non spetta alcuna indennità in quanto l’evento che ha determinato l’inabilità temporanea assoluta al lavoro non dipende da causa violenta ma da malattia comune. Il caso verrà segnalato all’INPS per competenza”.

Il Tribunale dispone CTU Medico-legale e ritiene il ricorso fondato.

L’Inail non contesta la dinamica del sinistro così come descritta dal ricorrente, ma si limita ad contestare che la malattia denunciata si ponga in rapporto di causalità con il predetto evento, costituendo, piuttosto, a suo dire, malattia comune.

L’Azienda Ospedaliera datrice di lavoro del ricorrente, investita di specifica richiesta dall’INAIL, ha inoltrato dettagliata relazione fornita e sottoscritta dal lavoratore (con ciò implicitamente avallando la dinamica dell’evento infortunistico così come ricostruita dal ricorrente).

Ebbene, in punto di nesso di causalità il CTU, premesso che il ricorrente è affetto da “Esiti di trauma distrattivo della caviglia destra con lesione parziale intraperenchimale del tendine di Achille di destra” e chiarito che può essere considerato un infortunio sul lavoro ” ogni incidente avvenuto per causa violenta in occasione di lavoro dal quale derivi la morte, l’inabilità permanete o l’inabilità assoluta temporanea per più di tre giorni “, laddove la causa violenta si caratterizza per efficienza, rapidità ed esteriorità e per occasione di lavoro si intendono tutte le situazioni nelle quali si svolge l’attività lavorativa, ha evidenziato che, nel caso in esame, il ricorrente, nell’atto del salire le scale, ha perso improvvisamente l’appoggio del piede destro, che è così finito con lo scivolare nel gradino sottostante; sicché l’evento non comportò la caduta a terra del soggetto, ma “determinò certamente un rapido ed improvviso sovraccarico sul piede destro con distrazione della caviglia”.

Oltre a ciò, il Consulente ha ritenuto che nella dinamica dell’evento siano ravvisabili “due delle caratteristiche che contraddistinguono la causa violenta, ossia la rapidità e la esteriorità”……. E che “nel caso in esame fosse certamente presente una preesistenza rappresentata da un quadro di tendinosi grave (anche essa evidenziata all’esame ecografico effettuato in PS)”, la rottura del tendine d’Achille sia stata determinata dal predetto infortunio, venendo “quasi sempre provocata da movimenti rapidi ed improvvisi, come ad esempio in seguito a traumi o infortuni che determinino una brusca contrazione muscolare e quindi uno stress eccessivo per il tendine”; sicché “nel caso specifico il rapido ed improvviso sovraccarico sul piede destro con distrazione della caviglia può certamente essere considerato idoneo ad aver determinato la brusca contrazione del gastrocnemio e la conseguente lesione del tendine di Achille”.

Per quanto riguarda i postumi l’ausiliario ha riconosciuto un “periodo di inabilità temporanea assoluta di giorni 87 (ottantasette), avendo determinato una astensione dal lavoro dal giorno 17/05/2018 al giorno 12/8/2018, con una menomazione permanente del 6%.”

Accertato il diritto del ricorrente alla liquidazione dell’indennizzo corrispondente ad un danno biologico nella misura del 6 % (v. art. 13 D. Lgs. 28/2000), nonché dell’indennità corrispondente a giorni 87 di ITA dal 17 maggio al 12 agosto 2018, l’Inail viene condannato a liquidare in favore del ricorrente l’indennizzo in capitale, oltre interessi legali.

L’Inail soccombente viene inoltre condannato al pagamento delle spese di lite e al pagamento della CTU Medico-Legale.

Avv. Emanuela Foligno

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