Aperta un’inchiesta ad Agrigento per fare luce sulle cause del decesso di una giovane 29enne morta in seguito a un intervento all’addome resosi necessario per una emorragia

La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per fare chiarezza sul decesso di una ragazza di 29 anni, madre di quattro figli. In base a quanto riportato da Agrigento notizie era alle prime settimane di una nuova gravidanza. Si sarebbe presentata in ospedale a Licata a causa di una emorragia, finendo in sala operatoria per un intervento all’addome. Le sue condizioni, tuttavia, nelle ore successive si sarebbero aggravate, tanto da rendere necessario il trasferimento nel nosocomio di Agrigento, in rianimazione, dove tuttavia, sarebbe deceduta poco dopo il suo arrivo. Una volta constatata la morte cerebrale, su richiesta del marito, si sarebbe quindi proceduto all’espianto degli organi per la donazione.

La magistratura, però, intende capire cosa sia accaduto nelle ultime ore di vita della giovane mamma e ha aperto di ufficio un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti. E’ stato conferito l’incarico per gli accertamenti peritali a un collegio composto da un medico legale, un ginecologo e un anestetista. L’esame autoptico si sarebbe già svolto nelle scorse ore.

Ai consulenti, in particolare, viene chiesto di accertare, anche sulla base della cartella clinica, quale sia stata la causa della morte e l’esistenza di eventuali patologie preesistenti

Gli accertamenti post mortem, inoltre – riferisce Agrigento notizie – sono volti a verificare anche se “il decesso è da ricondurre all’operato del personale sanitario che la ebbe in cura, tale da configurare gli estremi della colpa, evidenziando, in tal caso gli atti di imprudenza, negligenza e imperìzia e a chi siano addebitabili”. In tal caso viene chiesto di individuare le eventuali singole responsabilità e le condotte alternative che avrebbero dovuto essere poste in essere per evitare il tragico epilogo della vicenda. Infine viene chiesto in maniera esplicita “se una tempestiva e corretta diagnosi avrebbe potuto salvarle la vita”. 

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