Regola di non contestazione di cui all’art. 115 c.p.c. in tema di sinistro stradale è fondamentale ai fini della responsabilità presunta (Tribunale Milano, sez. X, dep. 22/04/2022, n.3570).

Regola di non contestazione di cui all’art. 115 c.p.c. in tema di sinistro stradale.

Il danneggiato dal sinistro stradale conveniva in giudizio dinanzi il Giudice di Pace di Milano il proprietario, il conducente e la Compagnia assicuratrice del motociclo che, perdendo il controllo, urtava la sua vettura nella parte posteriore destra.

Lamentava la condotta gravemente imprudente di controparte, per avere questa mantenuto una velocità di guida eccedente i limiti prescritti nei centri urbani, come emergente dal verbale di contestazione. Rilevava, inoltre, di avere contribuito casualmente alla determinazione del sinistro, effettuando manovra in violazione dell’obbligo di precedenza; spiegava quindi domanda risarcitoria nella misura conseguente all’accertata incidenza eziologica del proprio concorso colposo.

Il Giudice di Pace rigettava le domande di parte attrice e, avverso tale decisione, l’uomo interpone appello dinanzi il Tribunale di Milano.

Il motociclista deduce che il Giudice di prime cure aveva disatteso la regola di non contestazione di cui all’art. 115 c.p.c., per aver escluso la ricorrenza dell’eccesso di velocità alla guida ad opera di parte attrice. Sottolinea, in particolare, che la circostanza risulta accertata nella relazione di servizio all’uopo stilata dalla Polizia Locale, che elevava contravvenzione ex art. 141 C.d.S. a carico del convenuto in assenza di opposte controdeduzioni. Da ultimo, censura il provvedimento impugnato nella parte in cui autonomamente disattendeva i predetti elementi di prova, così escludendo integralmente profili di responsabilità in ordine alla condotta contestata.

Ritiene il Tribunale che l’appello meriti parziale accoglimento.

La ragione determinante la decisione di rigetto del Giudice di Pace risiede nel convincimento per cui a carico del conducente dell’autovettura attorea viene mosso un addebito per non avere rispettato l’obbligo di cedere la dovuta precedenza, fatto questo che ha apportato un contributo causale alla determinazione del sinistro.

Per tale ragione, il primo Giudice non ha ritenuto possibile ravvisare alcuna responsabilità, anche concorsuale, nel comportamento di parte convenuta e pertanto le domande sono state respinte. In buona sostanza, il primo Giudice ha giudicato inattendibili i rilievi raccolti nel verbale di contestazione e ha ritenuto di potere escludere profili di colpa in ordine alla condotta serbata dal convenuto.

Il Tribunale rileva l’erroneità di tale motivazione per la violazione delle regole sulla responsabilità dei veicoli e della regola di non contestazione.

L’art. 2054 c.c. indica un regime speciale di responsabilità presunta, in forza del quale è allocato in capo ai conducenti dei veicoli in circolazione l’onere della prova liberatoria di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno ai fini dell’esenzione dall’addebito, onere da ritenersi, per contro, inevaso nel caso di specie.

Il primo Giudice, si è focalizzato sull’efficienza eziologica del contegno dell’attore, omettendo integralmente la presunzione di responsabilità gravante sul convenuto. Ma anche le difese dello stesso convenuto e della Assicurazione, non hanno passato al vaglio il comportamento del loro rappresentato, onde dimostrare che lo stesso poneva in essere tutte le manovre possibili per evitare lo scontro.

In tema di responsabilità civile da circolazione dei veicoli, anche se dalla valutazione delle prove resti individuato il comportamento colposo di uno solo dei due conducenti, per attribuirgli la causa determinante ed esclusiva del sinistro deve parimenti accertarsi che l’altro conducente abbia osservato le norme sulla circolazione e quelle di comune prudenza, perché è suo onere dimostrare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno, altrimenti dovrà presumersi anche il suo colpevole concorso.

Difatti, il convenuto non ha articolato deduzioni circa la ricorrenza della particolare esimente di cui all’art. 2054, comma 1 c.c., e quindi non risulta superata la presunzione di colpa su di esso gravante circa l’accadimento del sinistro.

E’ dunque corretta la censura inerente la violazione della regola di non contestazione, laddove il convenuto nulla eccepisce circa il fatto di avere effettuato tutte le manovre possibili per evitare l’urto.

In riforma sul punto, il Tribunale ritiene integrata la prova della responsabilità del conducente convenuto nella misura di 1/3.

La redazione giuridica

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